@Re_Censo #523 Animali Fantastici i Segreti di Silente *allerta SPOILER*

Animali Fantastici
i Segreti di Silente

Ciao a tutti e bentornati sul canale! Oggi torniamo nel Wizarding World. Iniziamo!

@Re_Censo #523 Animali Fantastici i Segreti di Silente *allerta SPOILER*

Questa puntata parte dal messaggio di un amico, ciao Antonio!, che mi ha scritto in risposta ad una mia stories su Instagram:

Rasenta la sufficienza”.


E direi che, già così, mi butto in mezzo ai casini.
Perché dare il mio pensiero, prima di parlare della cosa in se, è rischioso.
Potreste lasciare il video o la recensione, prima ancora di continuare, ma datemi fiducia e vi farò capire il mio punto di vista.

Oggi parliamo del terzo capitolo dello spin-off che fa da prequel alle avventure di Harry Potter, sfruttandone sempre l’ambientazione e alcuni dei personaggi, nonostante, mi brucio già pure questo, ormai è certo che c’è la McGranitt, infischiandosene quindi delle linee temporali e cronologiche che l’autrice ha scritto.

Ormai la guerra nel mondo magico è chiaro che è scoppiata e che le gesta di Grindelwald dovrebbero rispecchiare questa tensione, un po’ come lo scontro avvenuto a Parigi nell’episodio sui suoi Crimini.
Ma non c’è uno stralcio di scena in cui ci sono scontri, guerre, pianificazioni.

Almeno, Voldemort ci tentava di fare qualcosa ogni anno, lui o i suoi, per ritornare in vita e poi le sparizioni erano realmente all’ordine del giorno, durante la seconda ascesa. Qui no, tutto tace.

Il film si apre con un taglio molto babbano.
Ambientazioni, vestiario, tutto sembra dissimulare sempre troppo la moda di maghi e streghe.

Peccato, visto come il reparto vestiario di Harry Potter abbia dato prova di grande bravura, in passato.

Silente, Albus, raduna un suo piccolo esercito antelitteram, scegliendo alcuni maghi e streghe e, per strizzare l’occhio a noi babbani, torna anche Kowalski, offrendogli persino una bacchetta magica, il cui ruolo è tutto funzionale a una sola scena, nonostante ancora non abbia capito se Silente, quando fa qualcosa, è perché è veggente, o se è perché confida in una potente botta di cu… avete capito.

Ma non è l’unica cosa che sembra campata in aria.
Ho trovato una costruzione dei personaggi, veramente dozzinale.

Primo tra tutti è proprio il fratello di Leta Lastrange, Yusuf Kama, che rinuncia rapidamente ai ricordi, dimostrando la sua fedeltà e poi il suo doppiogioco, ritornando al suo posto senza alcuna vera crescita, dimostrando però grande lealtà, basata però su nulla di precedentemente visto.
Persino Queenie Goldstein che vediamo cambiare radicalmente nel precedente film, qui non ha un reale ravvedimento o profonda presa di coscienza, sembra più tornare indietro, coda tra le zampe e senza alcuna ripercussione.

Probabilmente, l’unico personaggio realmente approfondito, come personalità, background, è proprio Albus Silente.
Nonostante il titolo si riferisca a Silente e noi tutti lo abbiamo sempre chiamato Silente, ci aspettiamo quindi che i Segreti siano in riferimento solo a lui.
Invece qui, ancora una volta non so se prendere i risvolti creati come un pararsi i fondelli per le scelte di trama campate in aria, o se sono elementi fatti per dare uno spessore e creare un costrutto più vero o per allungare il brodo e farci quindi 5 film che invece potevano ridursi forse a due.

Perché di Albus si sbandiera finalmente la sua natura omo, in modo delicato, semplice, spontaneamente naturale e gli riesce molto più che a Grindelwald, questa volta interpretato da Mads Mikkelsen.

Ma appunto i segreti sono di Silente e di Silente in vita ce ne sono più di uno.
Quindi finalmente, e qui ci ho visto tanto la firma della scrittura della Rowling, ripeto FINALMENTE, la rivelazione che si fa sulla vera discendenza di Credence/Aurelius, avviene proprio in quella normalità, delicatezza, accoglienza, compassione tipiche della scrittura della Rowling che realmente conosciamo e che purtroppo, tolto Albus, tolto Newt, è proprio in questi tre minuti di film che ritrovo.

Come dicevo all’inizio, il film rasenta la sufficienza.
È lento, a tratti noioso, scocciante. Suppongo che se lo avessi visto dopo le 21, mi sarei anche addormentato.

Interessante è lo stratagemma del creare più piani per sviare le capacità precognitive acquisite da Grindelwald, così come anche il tentativo di voler demandare le scelte politiche a una creatura magica che così solleva la responsabilità di tutti nello scegliere il proprio capo supremo, di come sia anche questo, un sistema che si possa raggirare e truccare, se si vuole, che quindi la democrazia è un concetto importantissimo quanto pericoloso e delicato.

Ma alla fin fine cosa ci rimane?

Abbiamo un cattivo, Grindelwald, che riesce a farsi riabilitare agli occhi del mondo, attraverso raggiri politici, creando così una ambientazione sicuramente molto in linea con quella dei moti che porteranno la guerra in Europa. Ma che alla fin fine non riesce assolutamente ad avere un mordente, tanto che tutti attorno a lui gli vanno contro e l’unica volta che alza la bacchetta contro qualcuno, è contro un babbano.

Insomma, un giro di fatti e di cose che costruiscono un castello di carte, ma che poi, a fine film, non ci hanno detto niente. Perché si ritorna alla situazione iniziale.

Grindelwald sembra abbia perso i sostenitori, ha si dichiarato guerra al mondo, magico e babbano, ma poi non si dimostra ferino come invece ci si aspetterebbe.
Unica cosa che viene smontata è il patto di sangue, in una sequenza di scene di combattimento che non hanno effettivamente senso, con un continuo uso improprio del “Prior Incantatio“, che, ricordo, dovrebbe accadere solo tra bacchette con lo stesso nucleo e quella di Gellert e Albus non lo sono.

Eppure avevano tutta la tecnologia a disposizione per creare un vero duello magico.
E non è l’unico elemento che si ripete dalla filmografia potteriana.
Anche l’incantesimo, passato per necromanzia, usato per rimarginare le ferite del “Quilin”, è lo stesso usato da Piton dopo lo scontro tra Harry e Draco.
Ma quello non era nel libro del “Principe Mezzosangue”? Piton come lo ha scoperto?

Non so, sono veramente, ma veramente dispiaciuto di vedere una cosa così mal fatta e, considerando che avevano approfittato dello stop causa Covid per riscrivere il film, non oso immaginare il lordume che era uscito fuori nella stesura precedente! Per la barba di Merlino!

Ricordate nella puntata di nerdyFUNnel vi ho detto che non è stato scritto il quarto film e che probabilmente questo terzo avrebbe avuto una conclusione più stabile degli altri due, proprio perché se non fosse andato bene al botteghino e alla critica, avrebbero concluso così?
Ecco, la sensazione resta proprio quella, soprattutto dopo che han detto che il quarto non è in lavorazione. E, sinceramente, da fan di Harry Potter e del mondo creato dalla Rowling, sarei più propenso a limitare i danni, che già sono stati sinora fatti e pure in abbondanza, se proprio dobbiamo dirla tutta.

Così, per concludere, vi lascio con un’altra critica, perché di fan service del genere ne abbiamo visti già nel secondo film. Ma stavolta sono stati proprio palesi, sciocchi, sputati in faccia, nelle scene di Hogwarts in cui mai neanche una volta appare un Dippet indispettito per le assenze del suo insegnante, sempre in giro per il mondo, ma solo la figura del castello, la Sala Grande e poche altre, con la colonna sonora originale sparata a mille. Ma potenza, in queste scene, neanche un poco.

Mi fermo qua, perché potrei iniziare a sputare un po’ di veleno… ma mi piacerebbe sapere voi piuttosto cosa ne pensate e cosa, secondo voi, è andato storto in una storia che poteva prendere uno spessore decisamente più articolato, perché di materiale, come al solito, ce n’è e ce ne sta in abbondanza, anche e soprattutto per il periodo storico che abbiamo visto usato come contesto. Vi aspetto nei commenti qui sotto, discutiamone assieme!

 

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Pubblicato da Re_Censo

Re_Censo è un nome inventato, gestito, prodotto e presentato da "OIRAD Studio d'Arte Grafica di Piedimonte Dario". Format di videorecensioni di libri, fumetti, manga, anime, film e telefilm.

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