@Re_Censo #265 Stranger Things | Stagione 3

STRANGER THINGS
Stagione 3

Ciao a tutti e bentornati!
Prima di iniziare, recuperate la puntata precedente. Iniziamo!

Uscita su Netflix e per Netflix, nel 2019, Stranger Things 3 è formata da sole otto puntate, come la prima e ci porta ancora una volta nelle vicende della piccola cittadina di Hawkins.

Siamo ormai ben lontani dalle atmosfere della prima stagione, ma da questa sembra riallacciarsi un po’ più strettamente, rispetto alla seconda stagione, per me molto insipida.

Ormai i nostri protagonisti sono cresciuti e il ritorno dalle vacanze estive può significare, per alcuni,  un punto di rottura e di crescita; nuovi incontri, nuove necessità, nuovi punti di vista. Semplicemente è l’adolescenza agli albori, che viene qui raccontata in maniera molto delicata, poetica ma realistica. Ed è così che mentre Dustin torna a casa, è quasi costretto a doversi far credere sul fatto che abbia una ragazza, mentre nel frattempo si sono consolidati i rapporti tra Undici e Mike, per la gioia di Hopper e tra Lucas e Max.
Viene raccontato anche il passaggio all’età adulta, attraverso i personaggi di Jonathan e Nancy, impegnati nel giornale locale, e di Steve che lavora in una gelateria nel nuovissimo centro commerciale appena aperto a Hawkins.
Si, perché, come ormai abbiamo capito, questo telefilm è un vero e proprio rievocare la fine degli anni ’80, il boom economico dell’epoca e quindi, non solo l’aspetto da nerd con i memorabilia associati, ma anche l’aspetto sociale, economico e politico.

Otto puntate, dense, pregne di dettagli e particolari, che seppur appaiano per pochissimi istanti, riescono a raccontare tantissimo di se e quindi dell’epoca che si sta esplorando.
La vicenda si apre con una misteriosa  arma che viene usata per riaprire la porta tra il mondo nostro e il Sottosopra, ma si unisce a questo la diatriba della guerra fredda, che anche se conclusa da tempo, è evidentemente un argomento molto sentito: a voler aprire la porta, questa volta sono i sovietici.

Per almeno le prime tre puntate, non mi è quasi sembrato di avere a che fare con Stranger Things, anzi sembrava un drama adolescenziale, litigi di coppia, coppie che scoppiano e si ritrovano, molto si sta perdendo del gioco e delle ambientazioni fantasy che abbiamo visto dalla prima stagione. A soffrirne più di tutti è proprio Will, personaggio rimasto solo, single, quindi ancora più legato ad un passato preadolescenziale. Mentre attorno a lui tutti crescono e sembrano allontanarsi da lui, la minaccia del Mind Flayer torna ad Hawkins.

Questa volta il suo ritorno è molto più minaccioso di prima, ma anche se in passato ne avevamo più timore, non solo per la novità, ma anche perché era una minaccia nascosta, non visibile, questa volta è al contrario: lo vediamo ma finché non prende forma definitivamente, non sembra spaventarci più di tanto. Per fortuna viene poi in nostro soccorso tutto il reparto degli effetti speciali a risvegliare questi brividi, riuscendo a condividerli con Will.

L’agire stesso del MInd Flayer è molto più elaborato, strategico. Sa di avere una possibilità, avendo la porta aperta di quel poco che i sovietici riescono ad aprire, e sa che la parte di se rimasta a Hawkins da sola non può nulla. Quindi deve crescere, moltiplicarsi, abbattere il suo nemico, abbattere Undici e per fare questo, deve spiarla e spiare i suoi amici, impossessandosi di alcuni cittadini, sfruttandoli come in passato faceva con Will, ma in maniera diversa, più venefica.

Assieme al mondo adolescenziale, si da molto più spazio a quello degli adulti che coopera, dopo la seconda stagione, in maniera più attiva alle ricerche e alla scoperta della verità di questo nuovo mistero: non può essere altrimenti, visto che parliamo pur sempre di una madre, per quanto riguarda Will, che non vuol perdere il figlio, e di un padre, che non vuol perdere, dopo la sua prima figlia, anche Undici.
Così, a dispetto della seconda stagione, trovo che in questa i personaggi vadano ancora per conto loro, dividendosi in gruppi e gruppetti, ma lo facciano in maniera più organica, organizzata e coerente con la loro natura. Anche la crescita degli adulti è sottolineata, soprattutto attraverso il grande climax di Hopper e di Joyce ed è il cammino intrapreso da Hopper nelle ultime due puntate a renderlo quasi il protagonista emotivo della scena. Lui fa da collante e da gancio tra lo spettatore e le vicende dell’intero gruppo di adulti e adolescenti, fino ad una dolorosissima fine che coinvolge tutti.

Spiazzante, la serie di eventi inizia a correre, dalla quinta puntata, per raggiungere rapidamente l’evoluzione a spirale degli eventi, toccando rapidamente temi e indizi fino ad esplodere, come tanti strumenti diversi di un’orchestra che finalmente tornano a suonare assieme. Emozioni, lacrime, battiti accelerati del cuore e tanto fiato sospeso, segnano così la fine di una terza stagione iniziata un po’ moscetta e conclusasi con il magone.

Decisamente, come ho già detto, diversa dalla seconda, per fortuna, ma lontana dalla prima che continuerò a guardare con sguardo nostalgico, perché ancora unico gioiellino di questa produzione. Non mi ha ancora soddisfatto, non mi ha più stupito, ma riesce ancora a trascinare, a investigare, a usare tutti gli elementi con i quali è nata, per dire di se, per raccontare che i bambini conosciuti all’inizio non sono più tali, che stanno crescendo e anche in fretta, ma che possono cambiare quanto vogliono, il legame che c’è tra loro rimarrà sempre saldo, nonostante la distanza che si andrà a creare tra loro per più motivi.
Sembra quasi non essere più Stranger Things, poi la guardi nel suo insieme e dici, ma sì, forse è così che deve andare.
Aspetto la quarta stagione, sperando in una ripresa, in una svolta, in qualcosa di innovativo, come lo è stata la prima stagione, seppur questa mi abbia lasciato un enorme sorriso nelle scene al cinema, semplicemente spettacolari e di grande nostalgia.

Non ho un vero e proprio parere riguardo questa terza stagione, quindi vi aspetto nei commenti qui sotto per capire il vostro parere, se vi è piaciuta, cosa vi ha esaltato, se non vi è piaciuta, cosa vi ha deluso.

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Pubblicato da Re_Censo

Re_Censo è un nome inventato, gestito, prodotto e presentato da "OIRAD Studio d'Arte Grafica di Piedimonte Dario". Format di videorecensioni di libri, fumetti, manga, anime, film e telefilm.