@Re_Censo #408 STAR WARS The Mandalorian | Stagione 2

STAR WARS:
The Mandalorian
Stagione 2

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Torniamo nella Galassia lontana lontana… Iniziamo!

 

@Re_Censo #408 STAR WARS The Mandalorian | Stagione 2

Creata da Jon Favreau per la Lucasfilm, The Mandalorian è alla seconda stagione, uscita su Disney Plus a fine ottobre 2020.

Vedendo un po’ le mie ritrosie riguardo i Mandaloriani, mi fa strano io abbia iniziato a vedere la prima stagione, ma questo ce lo siamo già detti nel video scorso. Eppure, proprio come vi ho detto, sono rimasto talmente e piacevolmente sorpreso, che ho atteso irrequieto l’arrivo della seconda. E ovviamente ho voluto aspettare si spegnessero gli animi, per vederla con calma e posso riassumere il mio pensiero con questa frase.

The Mandalorian 2 è la degna prosecuzione della prima stagione, non solo perché continua nel solco da lei tracciato, ma perché i personaggi iniziano ad evolversi, a crescere, e cadiamo inevitabilmente nel mondo più conosciuto di Star Wars, riprendendo personaggi, fatti e situazioni ed eventi della narrazione originaria. Il che è tanto di guadagnato.

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Ma ovviamente non posso concludere qui la recensione, quindi andiamo avanti con un piccolo sunto di ciò che succede:

Mando gira ancora nell’orlo esterno e la sua missione è quella di portare il Bambino ai suoi simili e per fare questo cerca altri Mandaloriani perché lo aiutino. Qui è costretto ad un rimpallo tra pianeti, alle volte anche tornare dove già lo abbiamo visto in precedenza e queste sono occasioni preziose per mostrare il rapporto con gli altri personaggi, come il tempo stia passando e come si sviluppino i governi locali stiracchiati tra le rimasugli dell’Impero e la rinata Repubblica.
Sfilando piaceri uno dietro l’altro, aiuti e compromessi, Mando porta con se un Passeggero che cerca il marito per continuare la loro specie su un pianeta per loro abitabile, per ottenere indicazioni sulla sua ricerca.

Piccola parentesi su questo Passeggero, sembra fatto meglio del Bambino, meno a pupazzo, si muove molto meglio e il fatto che il Bambino si mangi le sue uova, è inquietante!

Appare quindi Bo-Katan, una Mandaloriana senza scrupoli che guarda al suo solo interesse, ossia recuperare il trono di Mandalore e governarne il pianeta a ogni costo. Intreccia i suoi passi con Mando e anche in questo caso si aiutano a vicenda, sottolineando ancor più il senso di viandante che si da al protagonista. Ancora però, per ottenere le informazioni volute, il cacciatore di taglie è costretto a scendere a compromessi e ad aiutare i suoi compagni per raggiungere poi il suo scopo. Nel fare questo, si ritrova ancora una volta faccia a faccia con i rimasugli dell’Impero e questo ci dà ancora modo di vedere come, nonostante l’Imperatore sia morto e l’impianto governativo sia distrutto, come in realtà il potere sia caduto nelle mani di persone di rango inferiore e tra queste c’è il Gran Moff Gideon, alla perenne ricerca del Bambino.

Quello che mi fa pensare di più, rispetto alla continua ricerca che Gideon fa del Bambino, è che le ricerche che stava compiendo non erano rivolte a un suo tornaconto personale, quanto alla sua partecipazione a quelli che saranno gli esperimenti e i tentativi di riportare in vita l’Imperatore stesso.

È solamente una mia sensazione, non ho voluto vedere se fosse un’indiscrezione riscontrata anche sul web, ma aspetto che mi facciate sapere voi, nei commenti qui sotto, cosa ne pensate al riguardo, se quindi in Mandalorian troveremo parti di piani, tentativi e indizi sul destino dell’Imperatore o dell’ascesa del Leader Supremo Snoke o se mi sto sbagliando e Gideon ha i suoi interessi personalissimi a riguardo.

Sono sicuro però che questo intreccio della storia, faccia della Galassia di Guerre Stellari una storia particolare e quasi unica nel genere, con questa storia così ben intrecciata tra prodotti differenti e che parte dalle Tre Trilogie e si allunghi fino ai fumetti e libri e ora anche ai telefilm e questo è per me un punto enorme a suo favore, proprio perché riesce a creare una profondità narrativa che non si esaurisce su un solo prodotto e una sola storia, ma abbraccia formati differenti per raccontare un unico evento, in continua evoluzione.

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Quando finalmente Mando riesce a trovare chi può prendere con sé il Bambino e istruirlo sulle vie della Forza, per gestire al meglio i suoi poteri, la storia sembra ribaltarsi.

-Il primo motivo è perché parliamo di un ritorno sugli schemi di Ahsoka Tano, la Jedi caduta nel Lato Oscuro, che abbiamo conosciuto in Clone Wars, e che poi è ritornata in quello Chiaro e che vive in isolamento con lo scopo di abbattere ogni recidiva dell’Impero e forma di sopruso.
Devo dire la verità, questo personaggio io l’ho visto solamente nella serie animata “The Clone Wars” e al tempo era ancora una Jedi, anche se online mi avevano già sgamato che sarebbe poi passata al lato Oscuro.
Eppure, nonostante fosse affascinante, non era propriamente uno dei miei personaggi preferiti. Ma quando poi l’ho vista in questo telefilm, ormai adulta e con un bel passato che già è stato approfondito altrove, mi ha emozionato tantissimo e per la prima volta, ciò che sembrava solamente un mito all’interno della narrazione di The Mandalorian, diventa realtà: i Jedi esistono, sono potenti, hanno poteri incredibili. E la scoperta funziona molto meglio che in quella scena sul Falcon tra Finn, Rey, Solo e Chube.

-Il secondo motivo è proprio racchiudibile nel ritorno della figura degli Jedi più in generale, perché nonostante all’inizio Ahsoka Tano avesse deciso di prendere con sé il Bambino, all’ultimo si tira indietro, proprio perché consapevole dei propri limiti e del suo passato e questo serve alla narrazione per creare ancora più profondità, attesa, mistero, nonostante tutti sapessimo quale fosse l’unico e ultimo Jedi in circolazione.

Mando e il Bambino devono quindi raggiungere un altro pianeta, dove nella mitologia Jedi c’è una pietra che può mettere il Bambino in contatto con la sua natura e decidere quindi se abbracciarla o meno e attirare l’attenzione di altri Jedi. Purtroppo però, quando accade questo, Gideon riappare e rapisce il Bambino.
In queste concitatissime scene che prendono il sapore delle prime scene di Star Wars nello spazio (IV Episodio) e dei momenti chiave della Prequel (quando Anakin raggiunge Dooko e lo uccide, recuperando con Obi-Wan il Cancelliere Palpatine), la narrazione è rapidissima, incalzante e profondamente legata alla storia che abbiamo conosciuto sinora della Galassia lontana lontana.

Arriva un personaggio a salvare la situazione, a ribaltare gli esiti e se con Ahsoka l’emozione è stata forte, in questi ultimi attimi, l’emozione è fortissima, incredibile, tutto rallenta e diventa surreale. Mai avrei pensato di emozionarmi così tanto per questo telefilm.

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Eppure con questi attimi, sembra anche concludersi una prima narrazione di The Mandalorian.
Il Bambino è ormai lontano da Mando e Mando ha violato molte volte il codice della Via che ha sino ad allora seguito costantemente e allo stesso tempo ce lo mostrano finalmente capace di emozioni forti, profonde, molto umano, molto reale e non solo un pezzo di ferro che si muove e spara.

Allo stesso modo, i molti personaggi che ha incrociato e che sono tornati da un nebuloso passato, prendono il posto di chi ha permesso la loro caduta, ribaltando lo status quo di alcuni luoghi, preparando la strada a qualcosa che verrà.
Persino Bo-Katan, che pensava di riuscire nell’immediato a mettere le mani sul trono di Mandalore, si ritrova con la soluzione ad un palmo dal suo naso e già prospetto il momento nel quale, da alleata di Mando, diverrà sua antagonista, quasi avessero deciso che queste prime due stagioni servissero a creare l’incipit nel quale la vera narrazione deve muovere i suoi passi.

Quello che ancora una volta è più impressionante è il modo rapido, ma incisivo e pregnante, col quale i personaggi sono stati presentati, delineati e poi cresciuti e sviluppatisi in maniera così organica e coerente con la loro indole, senza ritrovare discrepanze, incresciose situazioni di incoerenza e forzature dovute ad una narrazione troppo sommaria.
No, tutto questo non accade e gli eventi sono raccontati con uno spirito molto simile alla prima trilogia lucasiana, semplice, lineare, diretta, più fantasy e meno pretenziosa. Anche se forse i Soldati Oscuri sembrano usciti fuori dal nulla e sembrano l’unica cosa poco coerente con la tecnologia sinora presentata, non ci preoccupano perché al nulla ritornano nel giro di poco, ma possono benissimo essere il pretesto per qualcosa ancora da venire nello scenario cinematografico dei lungometraggi.

Non cambiano gli effetti speciali, non cambiano scenografie, la fotografia.
Migliorano tantissimo, sicuramente, il reparto di protesica e la CGI utilizzata per riportare alla gioventù uno dei personaggi che compare sulla fine, con dei risultati incredibili, si sono affinate talmente tanto che sembrava impossibile quando vedemmo Tarkin o Leia, in Rogue One, eppure sembrava vero, reale, come più di venticinque anni fa, quando lo vidi la prima volta.

Come ho detto, mi pare, per la prima stagione, il ritmo sembra salire e scendere per poi rafforzarsi. Questa volta l’inizio è calmo, è un ritorno a casa senza nulla a pretendere, che poi prende subito forza e nonostante la ricerca sia un po’ scocciante e il rimpallo tra pianeti, piaceri, favori e compromessi alla lunga stanchi, l’incrocio e l’incontro con le forze della Repubblica da un lato, con i pirati e ladri vari dall’altro, danno quel giusto pizzico di brio che rende sicuramente avvincente una narrazione che altrimenti sarebbe risultato ha sicuramente molto più lenta, pesante e scocciante.

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In conclusione, sicuramente possiamo dire che The Mandalorian 2 è un buonissimo prodotto, ma che, come ho detto poco prima, assieme alla prima stagione sicuramente forma un unicum narrativo col quale si apre una parentesi, un insieme di capitoli e allo stesso tempo si conclude, per presentarci personaggi, situazioni, periodo storico nel quale poi si muoveranno gli stessi personaggi che sin qui abbiamo visto, mostrandoci anche quali siano i motivi per i quali vengono e verranno fatte certe determinate scelte, a dispetto di altre, mantenendo e preparando per il futuro una coerenza, alla quale poi difficilmente potremo fare almeno.

Cosa mi aspetto dalla terza stagione?
Sicuramente molto più su Bo-Katan, sul suo rapporto con Mando e l’incontro decisivo per la Lama Oscura, l’addestramento eventuale sia di Grugo che di Leia da parte di Luke. Allo stesso momento anche più presenza, con una linea narrativa tutta la sua, dedicata ad Ahsoka Tano, che di sicuro non mi aspetto incrocerà i passi di Luke, ma che potrebbe aprire scenari che si ripercuotono su Mando.
Ovviamente, anche se prematuro, mi aspetto di vedere qualcosa su Gideon, sui piani e gli esperimenti fatti con il sangue e i Midichlorian di Grogu e quindi anche la nascita del Supremo Leader Snoke. Della nascita del Primo Ordine e di come La Nuova Repubblica prenderà più potere sui Sistemi della Galassia, prima di cadere di nuovo in Episodio VII.

Probabilmente non mi aspetto nulla di così netto ed evidente su quelli che sono i piani per riportare l’Imperatore in vita, ma riferimenti ed esperimenti, tentativi che ne preannuncino le possibilità, rendendo meno difficile e più digeribile quanto visto nell’ultimo film. E perché no, magari anche qualche fantasma della Forza che guidi Mando nel ritrovare Grogu, inconsapevolmente, più avanti.
Non mi sento bene sapendo che non si vedranno mai più.
E soprattutto, una scena, un flashback della Purga al Tempio Jedi e il momento nel quale lui venne messo al sicuro, sarebbe stupendo, con quella musica e quella fotografia. Da brividi!

Insomma basta, la smetto di parlare!
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Pubblicato da Re_Censo

Re_Censo è un nome inventato, gestito, prodotto e presentato da "OIRAD Studio d'Arte Grafica di Piedimonte Dario". Format di videorecensioni di libri, fumetti, manga, anime, film e telefilm.

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