@Re_Censo #357 Dalla collezione di mio nonno: “Il Socio”

Dalla collezione di mio nonno
“Il Socio”

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La puntata di oggi la si deve ad uno dei tre libri che, un po’ di anni fa, mio nonno mi ha prestato e solo ora sto recuperando.
Avete scelto voi, sempre su Instagram, in che ordine dovessi leggerli.
Il primo è quindi “Il Socio“, scritto da John Grisham e l’edizione Mondadori tascabile che ho io è del 1991. Un colore, un odore e una sensazione tattile che mi riportano a tanti bei ricordi!

Chi è John Grisham: scrittore nato nel 1955 a Jonesboro e laureato in Legge nel 1981, ma ha esercitato la professione solo per dieci anni, intraprendendo poi la carriera di politico con i Democratici del Mississippi. Il suo primo romanzo esce nel 1988, “Il Momento di uccidere“, cui segue poi “Il Socio” nel 1991. Seguono poi altri 43 romanzi, l’ultimo dovrebbe esser tradotto in Italia proprio quest’anno ed è considerato il più prolifico scrittore degli anni ’90.

Il Socio è per me il primo romanzo che leggo di questo autore e vi dirò sin da subito che mi è piaciuto, ma con alcune riserve.
In breve, Il Socio è la storia di un laureando in legge, Mitchell Y. McDeere, che una volta laureatosi ad Harvard col massimo dei voti, inizia la sua carriera di avvocato presso lo Studio Legale Bendini, Lambert & Locke, con unica sede a Memphis. Lo studio conta una parte di avvocati associati e un’altra di soci, che quindi partecipano alla fetta di guadagni più ampia e lo hanno scelto tra tanti. E quando lo Studio Bendini sceglie un avvocato, quello deve essere e quello sarà. Ma McDeere ha ancora una laurea da pagare e tantissimi debiti da appianare.

I soldi non sono un problema, anzi lo studio si prende talmente tanta cura dei suoi associati, che provvederà persino alla prima casa, all’auto e la cosa è stata più e più volte ribadita all’inizio del racconto, quasi ad arrivare alla nausea. Stesso dicasi della stabilità familiare che lo studio vuole per ogni avvocato: una moglie, niente amanti, niente divorzi, niente alcool, niente vizi e soprattutto tanti figli e tanti soldi guadagnati e spesi.

La vita di Mitchell diventa un sogno. Da figlio di nessuno, pieno di debiti e senza un futuro, diventa subito un ricco avvocato, con una splendida moglie, Abby conosciuta a scuola, un fisico da paura, un cervello da invidia e una casa nuova, una BMW nuova e un ufficio tutto suo. E soprattutto una prospettiva di carriera assolutamente unica.

Però, allo stesso tempo, McDeere verrà sin da subito avvicinato da un uomo. Un certo Terrence, agente dell’FBI che gli mette un tarlo nelle orecchie: lo studio è una copertura per un gigantesco impianto di riciclaggio illecito di soldi.
La mafia. Mitchell lavora per la mafia.

Ovviamente, poiché la natura del romanzo è impregnata dal mistero e se inizialmente assaggiamo tutta una terminologia prettamente legale e da avvocati che si occupano di società e fisco, dall’altro lato Grisham riesce a dosare piccole gocce di mistero, trasformando la storia in un thriller al cardiopalma, con colpi di scena incredibili e una narrazione creativa e trascinante, tanto da lasciarci sempre col fiato sospeso e col dubbio e la curiosità di volerne sapere di più.

È quindi un libro che si legge con facilità estrema, i personaggi sono caratterizzati molto bene; ho forse qualche remora sul comportamento della moglie Abby, forse troppo estremo tra un modo di fare e l’altro, quasi subisse ciò che succede per poi cambiare completamente. Ma è anche un libro che ha un intreccio incredibile, misterioso e magnetico. Ci inserisce all’interno della vicenda, inizialmente con calma e ripetizioni di concetti chiave che così si annidano e ossidano in noi, poi quando i personaggi e tutti gli ingranaggi vari sono ben oleati e il lettore è parte del processo, parte alla carica. Nulla sembra lasciato al caso.

Eppure, ciò che mi lascia perplesso, non sono tanto i flashforward o i tagli che vengono fatti, meri e ottimi strumenti che accrescono dubbi e curiosità e danno una sferzata di reni alla vicenda, rendendola ancora più appetitosa, quanto certi passaggi lasciati inizialmente all’oscuro del lettore, ma che portano McDeere e la controparte a compiere azioni che non sembravano in linea con quanto sapevamo di loro e degli eventi sino al capitolo precedentemente raccontati. Persino il destino del cagnolino di Abby è lasciato nel mistero, cosa che mi strazia e mi fa arrabbiare.

Non parlo di incoerenze, ma di veri e propri salti che, accelerando il ritmo e il pathos, ci spingono ancora più in profondità, ma ritroviamo i personaggi, così, coinvolti in maniera più intricata, senza aver seguito le loro azioni o i loro piani, per poi scoprirli man mano che questi si dipanano.

È forse in questo modo così forte di raccontare che c’è il sapore di uno scrittore che mi è piaciuto molto, di un libro che mi ha affascinato e sorpreso. E a sorprendermi ancor di più è la crescita di Mitchell, il modo col quale non vuole subire le cose, m anzi si muove e fa di tutto pur di diventare lui una forza motrice degli eventi, per plasmarli a modo proprio.

Cosa accadrà con l’FBI, cosa succederà nello Studio Bendini, Lambert e Locke? Perché muoiono avvocati e il jet privato vola costantemente ogni settimana, sempre verso le Cayman? E come si muoverà Mitchell McDeere in tutto questo, tra microspie, microfoni, agenti e assassini?
Lo potrete sapere solo leggendo il libro, facendovi le vostre idee, progettando con il protagonista e venendo poi sorpresi da cosa accadrà, perché nulla, ma proprio nulla è lasciato al caso e tutto ciò che viene aperto, Grisham riesce a concluderlo in modo pulito, perfetto e impeccabile.

Buona lettura e quando l’avrete letto o se l’avete già letto, ditemi la vostra!
So che esiste un film, con Tom Cruise, che ho già visto e persino una serie Tv, quindi io vado a recuperarla! Farete lo stesso? Fatemelo sapere!

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Pubblicato da Re_Censo

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