@Re_Censo #344 L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello | #LASETTADEILIBRI

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello
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Oggi torniamo a vestire i panni della Setta dei Libri per la lettura di giugno 2020. Iniziamo!

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Il libro di cui parliamo oggi è “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello“, ottavo libro de La Setta dei Libri, è scritto da Oliver Sacks, per Adelphi, 1986. Costo di 12€, che ho acquistato sul sito di Mondadori.

@Re_Censo #344 L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello | #LASETTADEILIBRI Oliver Sacks

Oliver Sacks, è nato nel 1933 a Londra da una famiglia ebrea. Ultimo di quattro figli, fu sfollato con la famiglia nelle Midlands durante il bombardamento tedesco.

Nonostante il suo interesse giovanile per la chimica, i genitori lo spinsero a perseguire la strada paterna della medicina ed entrò così nel Queen’s College di Oxford e nel 1958 si laureò in medicina e chirurgia.
Quindi si trasferì in Canada e poi negli Stati Uniti dove sviluppò i suoi studi e la sua professione prese piede, favorendone così la carriera.

È a New York che approfondì gli studi con i pazienti malati di encefalite letargica, dalla cui esperienza trasse poi il suo primo romanzo, Risvegli, trasposto poi in un incredibilmente toccante, avvincente e profondamente meraviglioso film, esaltato dalla bravura di Robin Williams e del collega Robert De Niro, nel 1990.

A partire quindi dalla sua carriera, dai suoi studi e dai percorsi che intraprende con i suoi pazienti, che ha sempre visto come esseri umani e non come pezzi di carne cui somministrare terapie, trae tutte le storie che poi sono trasposte in romanzi e nei suoi scritti racconta quindi patologie e in primis le condizioni di vita di questi esseri umani che devono purtroppo vivere diversamente la loro vita.
Sacks è sempre stato sotto i riflettori della critica, sia letteraria, che medico scientifica. Ha vissuto in prima persona la prosopagnosia, a causa della quale non riconosceva i volti delle persone, ed è quindi forse anche da questo che nasce la delicatezza con la quale sviluppa la sua professione e la grande voglia di sperimentare e approcciarsi ai pazienti in maniera più umana e integrante.

Stesso lui, in una intervista, dichiarò che i suoi libri non devono essere apprezzati per il brivido che lasciano, ma perché toccano faccende delicate.
A causa della sua timidezza, che lui considera patologica, non si è mai sposato, poi nella sua autobiografia del 2015 dichiara di essere gay. Sempre nel 2015 dichiara di essere malato terminale di cancro al fegato ed è quindi morto nell’agosto del 2015.

Il romanzo che vediamo oggi, lettura del mese, è uscito nel 1986, anche se è stato più volte ripubblicato e aggiornato. L’autore aggiunge di volta in volta aggiornamenti sui casi che ha studiato, le eventuali soluzioni a distanza di tempo e le relazioni di casi trattati con simili trovati nella letteratura scientifica.

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Il libro è un saggio neurologico, pieno di esperienze cliniche che l’autore ha incontrato lungo la sua esperienza professionale, a partire da lesioni encefaliche che portano conseguenze più svariate, singolari e imprevedibili.

Indubbiamente la fama di questo romanzo è dovuto proprio alla bizzarria dei casi che Sacks esplora, ma sin da subito metto le mani avanti dicendo che per me ciò che più mi ha colpito è il modo professionale, delicato, umano col quale questo medico scrittore si avvicina ai pazienti, come ho già detto, con un’attenzione umana al malato e non come un collezionista che passa in un museo delle stranezze. È proprio questo suo modo di fare che gli permette di accostarsi a pazienti e a prendere in carico casi da altri colleghi indicati come irrecuperabili o intrattabili, prendendo di certo pieghe alle volte filosofiche e teologiche sulla natura della malattia e della condizione di vita dell’ammalato.
Il libro prende il nome del primo caso che l’autore tratta ed è il caso di un musicista che gradualmente iniziò a perdere la capacità di dare significato a ciò che vedeva, tanto da arrivare a confondere la testa della moglie col suo cappello e dal tentare di metterselo in testa.

Ogni capitolo è quindi lo studio di una patologia, di un caso che può rispecchiare un solo paziente o più, mettendoli a confronto o in relazione l’uno con l’altro. Partiamo quindi dalla prosopagnosia, cioè l’incapacità di vedere i volti e riconoscerli.
Ma già da un paio di capitoli dopo, con quella che si definisce la Disincarnata, possiamo assaggiare la crudezza di certe patologie; Christina è colpita da un’infiammazione che le ha impedito così di avere, come tutti, il sesto senso, cioè il senso di se, la propriocezione, il percepire se stessi e il modo così semplice, diretto, immediato di Sacks di scrivere, riesce a farci catapultare nella situazione dei suoi ammalati, di farci entrare nella loro stessa pelle.
O anche il capitolo Mani, dove la sessantenne Madeleine J., affetta da cecità sin dalla nascita, era stata talmente tanto viziata con un surplus di cure e attenzioni, da non aver mai avuto  bisogno di usare le mani, nonostante funzionalmente fossero a posto, relegandosi ad un essere umano senza possibilità di relazioni con ciò che la circondava.

Interessantissimo esempio di forte resilienza è il caso Come un fuso, del signor MacGregor, un novantatreenne affetto da Parkinson che iniziò a pendere da un lato senza rendersene conto. Sfruttando la sua esperienza di falegname, scoperto ciò che gli succedeva, trovò da se la soluzione tramite lo strumento tipico di un falegname, una livella, che con l’aiuto di tecnici e di Sacks, installò su un paio di occhiali e grazie al controllo costante della bolla, poté piano piano correggersi da solo.

Ancor più stupefacente è Il discorso del Presidente, racconto del caso di un paziente affetto da afasia, incapace quindi interpretare correttamente il linguaggio, ma alcuni di loro diventano estremamente sensibili nella comunicazione non verbale, ossia quella del corpo e degli atteggiamenti di chi parla. Questi, posti avanti al discorso del Presidente degli Stati Uniti, interpretavano istrionismi, atteggiamenti, tic, toni della voce e conclusero che stesse mentendo.

Stesso risultato lo ottenne Emily D., affetta da atonia, ma che usava la costruzione grammaticale come strumento per comprendere i dialoghi.

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Non nascondo che più si andava avanti nella lettura di questo libro, più le quattro parti in cui Sacks lo divide e divide così le patologie e i casi dei suoi pazienti, andava in profondità e mi faceva incontrare condizioni incredibili e coinvolgenti emotivamente parlando, mi ritrovavo sempre più soffocato.

Interessato, curioso, ma soffocato e mai come in questa lettura, particolarmente ipocondriaco.

Sacks è riuscito a mettermi in testa molte nozioni, alcuni termini certo ho dovuto cercarli sul dizionario, ma al tempo stesso ha aperto tante piccole porticine sul mondo della psiche umana e sui disturbi cui può andare incontro anche solo per un minimo danno.
Questa sensazione mi ha accompagnato già nella Disincarnata, ma anche nella Posseduta, una affetta da Tourette e ancor più mi ha affascinato con il caso delle Reminiscenze e dei suoi studi riportati, e poi trasposti per il cinema, con Risvegli, dove con la somministrazione di L-Dopa, Sacks tentava di fare pulizia nella chimica del cervello per aiutare i pazienti a riaffacciarsi sulla realtà e allontanarsi dal baratro che avevano abbracciato a causa dei propri traumi e patologie.

Affascinante è invece il dibattito che potrebbe nascere attorno alle Visioni di Hildegard, una monaca del 1098-1180, dai cui scritti e disegni gli studiosi hanno potuto evincere la sua condizione di epilettica e che quindi condizionarono la sua intera vita. O ancora di Omicidio, il capitolo nel quale Donald uccise la ragazza sotto effetti del PCP, ma dimenticò tutto fino ad un incidente occorsogli cinque anni dopo. Come se il fatto non lo avesse compiuto lui, si ritrovò a dover fare i conti con il ricordo di quanto era stato sino a quel momento sopito e nascosto, come se fosse stato un altro ad aver compiuto il fatto.

Particolarmente delicato, più di tutti gli altri casi studiati, è quello che considera come ultima parte del libro, dedicato ai semplici, a coloro che sono affetti da autismo e al loro particolarissimo modo di relazionarsi col mondo. Emozioni sedate, ma fortissime, vissute in modo del tutto personale e quindi completamente fuori dai canoni sociali ammessi dalla maggioranza, con ritmi diversi, reazioni diverse. E il fatto che Sacks riuscisse a vedere oltre e a dare loro opportunità altrimenti per sempre negate, dimostra ancora una volta come questo medico si sia sempre focalizzato sulla persona e le sue relazioni e non sul malato in quanto tale.

C’è anche un capitolo che mi ha fatto molto pensare al personaggio di Grenouille, de Il Profumo, ma questo spunto voglio lasciarlo a voi, nei commenti qui sotto, se siete riusciti a recepirlo allo stesso modo mio!
Sicuramente un libro molto particolare, avvincente e meditabondo, che ti mette a contatto con situazioni e vite particolari, molto lontane dal proprio quotidiano, ma che fanno di sicuro riflettere su cosa sia un essere umano e cosa lo renda tale o meno.

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Voi avete letto questo libro? Se si, ditemi la vostra, quale è il caso che più vi ha affascinato o terrorizzato, quello che meno conoscevate o quello di cui avete avuto esperienza!

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Re_Censo

Pubblicato da Re_Censo

Re_Censo è un nome inventato, gestito, prodotto e presentato da "OIRAD Studio d'Arte Grafica di Piedimonte Dario". Format di videorecensioni di libri, fumetti, manga, anime, film e telefilm.

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