@Re_Censo #312 Il Profumo | #LASETTADEILIBRI

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Oggi torniamo a vestire i panni della Setta dei Libri per la lettura di gennaio 2020. Iniziamo!

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Il libro di cui parliamo oggi è Il Profumo, quarto libro de La Setta dei Libri, è scritto da Patrick Süskind, per Tea Libri 1985.
Speravo di poter avere tutti libri delle stesse dimensioni, ma ahimé questo è un cartonato. Costo 10€, che però io ho pagato, grazie ad alcuni sconti online e una tessera Feltrinelli, meno di 3€, spedizioni incluse.

Copertina, anche questa volta, bellissima da tenere tra le mani, gommosa e vellutata. A differenza di altre edizioni che sono con toni giallognoli, questo tono rosso, con questa grafica, è ancora più sensuale e interessante.

Patrick Süskind è nato nel 1949 in Baviera, vivendo tra Monaco e Parigi.
Dopo l’esordio con opere teatrali nel 1981, si impone alla critica internazionale proprio con Il Profumo, nel 1985, suo primo romanzo. Un romanzo che ha avuto un successo incredibile, diventando caso editoriale degli ultimi venti anni, con 51 lingue e 15 milioni di copie vendute, da cui è stato tratto un film e una serie tv.

La storia è quella di Grenouille, Jean-Baptiste Grenouille, nato il 17 luglio 1738 a Rue aux Fers, da una donna che ha sempre lasciato morire i propri figli, partorendoli e lasciandoli sotto i banconi del pesce della propria bottega.

Così come viene descritto sin dall’inizio, pensavo fosse nato cieco e che quello su cui dovevamo concentrarci era il dono che gli era stato fatto, nella sua sfortunata nascita, di un olfatto fuori norma. In effetti, cieco o meno, il ragazzino ha sempre più preferito il naso e l’olfatto agli occhi per “vedere” cosa lo circondava, preferendo quel senso all’altro, per la profondità e la verità di quello che gli odori gli dicevano, a dispetto della menzogna passata da ciò che vedeva.
E ciò che vedeva con l’olfatto era una città, Parigi, estremamente puzzolente, dove nessuno si rendeva conto del puzzo che lo circondava. Tolto alla madre, ha passato la giovinezza da una famiglia all’altra, da un istituto all’altro, proprio perché considerato strano e diabolico, per l’assenza di odore, che invece tutti hanno.

Crescendo, lascerà Parigi e passerà dal garzone di un conciatore di pelli, Grimal, a lavorare per un profumiere, Baldini, che conoscendo la sua straordinaria dote olfattiva e il naturale uso delle essenze, lo sfrutterà per risollevare le sorti del suo negozio, stracciando la concorrenza. Ma non gli bastano le conoscenze del suo titolare Baldini. No.

Perché nel mentre ha conosciuto una fanciulla, il suo naso è stato richiamato dal suo odore spiazzante, travolgente. Raggiuntala, doveva averla e l’unico modo con il quale pensava di averla per se, era l’omicidio. Purtroppo però il suo odore, pur rimanendogli impresso nella mente, non potrà più respirarlo ancora. Ed è così che lascia Parigi per scendere verso Grasse, notoriamente famosa per i maestri profumieri, dai quali spera di ottenere le conoscenze per distillare un profumo che possa avere per se.

Ma, come Grasse è conosciuta per i suoi maestri e le loro abilità, così Grenouille lo conosciamo come un sociopatico. Un asociale che non riesce a stare attorniato dalla puzza della gente, delle cloache delle fogne, degli odori e puzze degli umori degli esseri umani e per ben sette anni rimane nascosto all’interno di una montagna, in una grotta. In questo isolamento, il giovane dal naso d’oro si è ancor più chiuso in se stesso, invece di contemplare il vuoto che ha dentro di se, si è lasciato inebriare dai ricordi dei profumi che ha conosciuto e catalogato mentalmente per tanti anni, ubriacandosi di quel profumo della giovane uccisa, finché, in un incubo nel sogno, una nebbia non si è insinuata nel suo nascondiglio e lo ha minacciato e quella nebbia era la sua assenza di profumo, di odore.
Il vuoto che aveva dentro se.

Raggiunge quindi finalmente Grasse e lì trova una vedova di un maestro profumiere che lo prende a lavorare. A Grasse incontra una nuova fanciulla, dall’odore ancora più incredibile di quella da lui uccisa e quindi inizia a studiare il modo col quale prendere quell’odore. Addirittura vorrebbe sposarla e farlo suo per sempre, ma questa ipotesi è subito scartata.
No. Deve perfezionare la sua tecnica e per farlo, per ottenere quell’odore e farlo suo, perché diventi il suo odore, inizia a sperimentare e lo fa con gli animali e con altre fanciulle, tanto che gli omicidi mettono in allarme proprio il padre di questa fanciulla che a Grasse è il Secondo Console Richis che teme per la vita della figlia e decide di allontanarsi per sistemarla e col matrimonio allontanarla dalle mire dell’assassino. Ma Grenouille lo raggiunge prima che possano salpare per le isole di Santa Margherita.

Finalmente il ragazzo ha ciò che gli manca e il profumo che tanto desiderava creare per se stesso è talmente magnetico, talmente persuasivo, magico, esaltante, che seppur in preda ad una voglia di giustizia nei confronti di un mostro assassino come lui, non appena sul patibolo, nessuno vuole più che la sentenza venga applicata e quel profumo che il ragazzo si è messo addosso, prima di esser portato a morte, risveglia gli istinti carnali dei 10’000 che sono venuti a vedere il famigerato assassino che così trova riparo proprio in casa del Secondo Console, da cui però fugge per poi svanire divorato, concludendo così la parabola della sua vita.

 

Partiamo dal concetto un po’ cardine e simbolo di questo libro, che è la capacità descrittiva dell’autore (e la resa della traduzione), che è riuscito a trascinare dalla carta stampata, fin sotto al nostro naso, ogni singolo concetto riferito ad un odore, che sia un profumo o una puzza.
La facilità con la quale passano questi concetti e le tecniche profumiere, è talmente spiazzante, che alle volte lascia interdetti e bisogna sperimentare quanto dice, odorando l’incavo del gomito, sentendo gli odori come fanno i profumieri e via dicendo.

E poi, partiamo da un dato che dobbiamo dare per assodato e cioè che lo scrittore parte da un’esperienza di opere legate al teatro.
Quindi qui troviamo il protagonista che spesso e volentieri passa in secondo piano e talvolta scompare proprio. Invece di saltare di pié pari per acchiapparlo nei momenti clou della sua vita, in modo asettico, lo scrittore ci propone tutta una rosa di personaggi, un corollario di vita umana e così anche di vissuto da cui possiamo estrapolare il contesto storico, culturale, geografico e sociale.

Nel raccontare la vicenda di chi incontra Grenouille, l’autore sembra semplificare e spianarci la strada, sia a noi che leggiamo, scoprendo il vissuto di questi personaggi, ma anche al protagonista, nella cui vita di questi terzi incomodi, si incastra perfettamente.
E allora vediamo come una contingenza di eventi casuali, diventano più o meno fortuiti al protagonista, che così si muove facilmente per riuscire a uscire dalla sua condizione ed entrare e poi innalzarsi nella corporazione dei garzoni profumieri.

E seppur ad ogni addio e voltare pagina di Grenouille succede una tragedia e un disastro a chi ha incrociato la strada con lui, non possiamo non lasciarci trasportare prima dal riso di tanta sfortuna e poi anche da una serie di domande su chi sia in realtà questo ragazzo dal naso d’oro e se non sia realmente lui la fonte di tanta sventura o semplicemente un caso narrato e sottolineato giusto per dare un’immagine ancora più particolare al personaggio, dipingendolo a tinte molto fosche.

Ma concentrandoci sul titolo, possiamo qui vedere come il profumo e quindi l’olfatto sia per Grenouille il mezzo principe col quale si interfaccia col mondo. È un ragazzo che non sente particolari necessità di relazioni umane. Sarà il fatto che la madre non lo ha partorito, ma praticamente se n’è liberata come uno che si libera gli intestini di un peso di cui non ha altro interesse, sarà che chi lo ha educato e cresciuto non gli ha mai procurato fonti sociali di amore e vere relazioni, ma Grenouille vien su come un asociale, illetterato, con un vocabolario scarsissimo in misura inversamente proporzionale al catalogo olfattivo che invece andava creando sin da bambino.

Tutto ciò che quindi non si legava alle sensazioni odorose, a Grenouille non interessa.
Già dal suo lavoro in conceria, il suo interesse sono gli odori e ciò che non sopporta sono le puzze e ancor più a non sopportare è il silenzio e il vuoto che il suo stesso corpo gli offre.

Lui non ha odore e forse proprio per questo passa inosservato ai più.

In questo isolamento olfattivo/visivo, non riesce a trovare il suo spazio e non riesce a trovare sapore e peso nella propria vita, se non attraverso le sensazioni che gli odori gli danno. La sua vita è vuota, non prova nulla. Tutti i turbamenti adolescenziali, tutti gli interessi di gioventù, tutte le sensazioni fisiche interne e esterne a lui non hanno valore. Solo i profumi gli parlano.
La sua angoscia si esprime proprio in questa esperienza di isolamento di ben sette anni che vive rintanato nella caverna e più precisamente nella nebbia che vuole attanagliarlo.

Sa di avere un vuoto in se, sente questa mancanza identitaria, eppure odia gli altri, quasi ne fosse invidioso.

Dopotutto perché uno strappa un fiore, anziché annusarlo e basta se non per far suo quell’odore?

Ma così in realtà si agisce per egoismo, troncando non solo la fonte di un profumo, ma una vita proprio. E Grenouille non se ne accorge, non ci fa caso quando uccide la prima ragazza, quando fa fuori tutti quegli animali, nella speranza di trarre a se da loro il loro odore, la loro essenza. Ci viene addirittura raccontato ben poco del primo omicidio e molto poco degli altri.

Solo l’ultima ragazza, la più importante, è disegnata con qualche scena in più, proprio perché sono azioni strumentali. L’omicidio non per l’omicidio, ma per trarre il massimo dell’essenza odorosa. Ciò, ovviamente, non lo solleva da responsabilità e giudizio.

Eppure si invaghisce talmente dell’odore dell’ultima ragazza, la più importante, che quasi desidera sposarla, farla sua in maniera nuova, diversa, potendo così sentirne sempre l’odore. Ma così facendo non avrebbe potuto avere per se, arrogarsi il suo profumo. Deve ucciderla e spremerne l’essenza da ogni poro.
Egoisticamente ha voluto, secondo me, colmare il vuoto che aveva dentro, costruendo il profumo dei profumi, col quale avrebbe potuto camminare finalmente libero di essere se stesso nel mondo, assoggettando a se tutta quella cloaca umana che produceva solamente puzza senza neanche accorgersene e che hanno sempre evitato lui, Grenouille, che invece non sapeva di niente.

Purtroppo per lui, nel fare questo, condotto a morte, indossato il profumo che era riuscito a produrre da quell’ultima malcapitata, la gente è impazzita. Richiamata quasi alla propria essenza primordiale di animali attratti e stuzzicati dagli odori, la popolazione di Grasse e dei dintorni si lascia andare agli istinti più bestiali della carne e del piacere, sopraffatti da quel suo odore, osannandolo e perdonandolo, tanto che Richies stesso lo accoglie in casa, ormai inebriato e incarcerato da quel suo odore.

Grenouille perdonato.
Perdonato quando il suo intento, con quel profumo, era assoggettarli a se per giudicarli e costringerli, ghermendo le loro volontà col suo odore. Il suo odio che ha covato per tanti anni dentro di se, verso tutto il puzzolente genere umano, non trova soddisfazione. E nella disfatta del suo piano, ancora una volta si riveste di tutto il profumo prodotto e, risalita la Francia in direzione Parigi e superata la Loira, viene circondato da una massa di persone, attirate dal suo profumo.

È il 25 giugno 1767 quando, come a Grasse aveva suscitato nella folla un istintuale desiderio e necessità carnale e di libido incontrollabile, qui invece suscita un’altra necessità e bisogno, quello della fame in persone che mai erano state cannibali e che praticamente lo dilaniano, digerendolo tra i denti, smembrandolo, dissolvendolo proprio come una boccetta di profumo aperta all’aria.

Ponendo così fine all’esistenza dannata, solitaria, predeterminata in questa parabola distruttiva, che era la vita di Grenouille.

Molti, dall’incontro della Setta, non so perché ma si aspettano sempre un significato rivelato in quello che leggono, io invece mi avvicino sempre con stoicismo e mi lascio poi trascinare e interrogare da quel che leggo. Per me è quindi più importante capire che la scrittura di Süskind è teatrale, evocativa e diventa poi corale nel raccontare la vicenda di Grenouille utilizzando il vissuto di altri personaggi, mettendolo quasi sullo sfondo nel frattempo, anziché capire cosa e che messaggio ha lasciato questa sua parabola.

Proprio come un profumo spruzzato, si assapora, si annusa in assoluto e in combinazione con la pelle della persona, lo si incastona nell’ambiente che lo attornia e se ne gode liberamente, finché non svanisce e scompare, nascosto o soffocato da ciò che lo circonda, fino a finire divorato. Proprio come Grenouille.

Per un odore, un profumo, l’uomo risveglia in se il proprio istinto più primordiale. Riesce a capire se c’è pericolo, se invece può fidarsi. Capisce se tenersi all’erta o lasciarsi andare.
Con l’odore sa se qualcosa è buono o meno da mangiare, se quella donna gli rimarrà impressa nella mente oppure no.
Questo istinto olfattivo in Grenouille era l’unico linguaggio che riusciva a parlare e a capire, l’unico mezzo che pensava di riuscire a usare per poter colmare il vuoto che aveva dentro, che gli era stato dato per gli abbandoni e l’asetticità delle relazioni avute sin da bambino, e tramite il profumo poteva classificare e odiare chi lo ha sempre evitato e non si è mai accorto di lui.

Non pago di cosa significhi uccidere, si è impossessato di vite pur di ottenere un primato col quale confermare l’odio verso gli altri uomini e donne e alla fine si è dissolto, non riuscendo a trovare soddisfazione e lì dove è nato, tra gli scarti del pesce, sarebbe quindi morto, come scarto della digestione, bramato per il suo profumo, forse finalmente soddisfatto ma ormai non potrà più dircelo.

Una storia drammatica, tragica, ma anche magica, molto poetica, profumata e variopinta.
Una lettura a tratti pedante, in altri trascinante e sorprendente. Süskind potrebbe averci detto un cumulo di idiozie su quelli che sono i processi per estrarre essenze e creare i profumi, ma lo ha fatto talmente bene e con talmente tanta convinzione, da non farci sorgere alcun dubbio sulla veridicità di quello che scrive e quindi sulla vicenda di Grenouille.

Però io ora voglio sapere voi cosa ne pensate, soprattutto se discordate da me e dal mio pensiero!

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Pubblicato da Re_Censo

Re_Censo è un nome inventato, gestito, prodotto e presentato da "OIRAD Studio d'Arte Grafica di Piedimonte Dario". Format di videorecensioni di libri, fumetti, manga, anime, film e telefilm.

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