@Re_Censo #237 DAISY

DAISY

Marco Barretta
Lorenza Di Sepio
Tunué – Tipi Tondi

Ciao a tutti e bentornati sul canale! Sono Dario e questa è Re_Censo, la videorubrica di libri, fumetti, manga, film e telefilm prodotta dal mio studio di grafica OIRAD. Oggi saltiamo nelle pagine di un fumetto per un’avventura d’altri tempi! Iniziamo!

Quello di oggi è un fumetto molto particolare e lo è sotto molti punti di vista.
Premetto però che potrebbero uscirmi di bocca un po’ di spoiler, quindi a vostro rischio e pericolo, ovviamente io non vorrei farne, ma potrebbe succedere.

Questo è il primo fumetto di Lorenza, al di fuori del suo Simple&Madama, dove però la storia non è sua ma di Marco Barretta.
Ritmi, tempi e tensione cambiano anche perché non siamo più in un fumetto umoristico, da sit-com, ma in un fantasy d’avventura.

La storia è molto semplice: Daisy è la protagonista della storia e trova in casa un libro. Quando lo apre, vi si ritrova catapultata dentro ed è costretta a vivere la storia che vi è narrata. Se tenta di intralciarne il corso, a pagarne il costo sono i personaggi che la circondano. Già da questo punto possiamo notare una somiglianza con La Storia Infinita.
Suo compagno di viaggio è un ominide formato da ciuffi di paglia, un po’ rassomigliante a Chirrut Îmwe di A Star Wars Story: Rogue One, di cui non si sa altro.
Ma a Daisy va bene così, quindi ce lo facciamo andare bene anche noi.

In questo viaggio alla ricerca della strada del ritorno, Daisy incontra pochi personaggi che però come lei mancano di una vera e propria caratterizzazione; non conosciamo il pregresso di nessuno di loro, non sappiamo come sono fatti finché non si esprimono. È tutto un divenire, come se ognuno stesse vivendo per fatti propri la loro storia, al di fuori del nostro sguardo.

Molto condita dal mistero, questa avventura porterà Daisy ad affrontare diversi pericoli: impedire alla Regina di impossessarsi della figlia femmina più giovane di Redwood, una città-albero a metà tra Lothlòrien e l’albero di Prezzemolo, scappare dalle guardie della regina, fuggire da un fumo violaceo che indossa una maschera bianca e tenta in tutti i modi di volerla afferrare.
A tentare di far luce sul mistero è l’incontro con un saggio, che Daisy troverà più familiare di quanto pensava, ma che al tempo stesso lascerà lei e il lettore nella più assoluta confusione, fino alla rivelazione finale, a quel faccia a faccia col cattivone di turno, tipico delle storie fantasy. E qui spicca il confronto, inevitabile, con la Strega Bianca, Jadis di Narnia.

Insomma, questa storia è contaminata da molte influenze, da molte idee che in piccola parte riescono piano piano a dare corpo e coesione all’intera vicenda, costruendo la sua stessa identità, con i frammenti di più fonti.
Questo non significa che Marco Barretta abbia copiato o che abbia scritto per ispirazione di autori del passato. Semplicemente, questa è una storia che ha un sapore all’inizio infantile, semplice, senza troppe pretese che ci catapulta nella nostra infanzia e che col suo racconto in prima persona, riesce subito a farci familiarizzare con la protagonista.
È la tipica storia positiva, nella quale gli inciampi di percorso sono superati in uno schiocco di dita. Poi si trasforma in una storia tutt’altro che leggera.

Gli eventi si susseguono con una rapidità tale che, non avendo altro cui aggrapparci, se non le meno di cento pagine lette sino a quel momento, dobbiamo lasciarci andare e farci trasportare e trascinare.

Non sappiamo quanto tempo è trascorso, non si nota un mutare di stagioni. Tutto sembra, proprio come in alcuni passaggi della Storia Infinita, immutabile e fisso. Quasi perenne.

In questo perpetuarsi di se stessa, la storia è arricchita dal disegno di Lorenza Di Sepio, che finalmente spicca il suo volo, allontanandosi dal disegno di Simple&Madama. Niente pupazzetti tarchiati e capoccioni, sfondi urbani o flat.
Qui siamo di fronte ad un susseguirsi di tavole e vignette dalle impaginazioni più disparate, alle volte con gabbie classiche, altre molto più fitte e moderne. Tutte contraddistinte da una deliziosa minuzia di dettagli. Si abbandona la linea nera di contorno dei personaggi e si preferisce quella più vera, artigianale diciamo, di un tratto che sembra il risultato di un disegno abbozzato sul quale fuoriesce il definitivo.

Spettacolare!  Come spettacolare è la scelta dei colori, così tinte pastello e al tempo stesso, così forti, accesi, luminosi e poi bui, profondi.

Come nel caso della settimana scorsa, con Tarma e Violetta Rocks, anche in questo caso posso dire che queste coppie, sceneggiatori e disegnatori, stanno funzionando molto ma molto bene.

Se quindi all’inizio il sapore di questa storia sembra, come ho detto, un po’ infantile, che ha voglia di raccontare molto e di dire tanto, ma che rischia di dire troppo poco, dopo le prime cento pagine, gli autori riescono finalmente a farci cadere all’interno del loro mondo, un mondo bellissimo, molto più profondo di quanto ci poteva apparire e nel momento stesso in cui si scoprono gli altarini e la verità viene a galla, nel momento in cui sappiamo che Daisy è chiamata a fare una scelta importante, sappiamo che non possiamo e non vogliamo più togliere le mani da questo fumetto.

In barba all’assenza di una più profonda costruzione dei personaggi, questi ci restano dentro, forse proprio per il plot twist finale.

La storia si conclude nel modo più assurdo che io potessi aspettarmi, forse proprio perché non conosco Marco, ma da Lorenza non mi sarei aspettato questo tipo di conclusione. Non so neanche se, come detto al Comicon da alcuni, c’è davvero bisogno di un secondo volume. Forse si può considerare tutto questo come una piccola finestra su un mondo lontano, remoto, dove non è importante chi tu sia stato, chi tu sia, ma cosa farai.
E se sul groppone rimane una inascoltata necessità di una più profonda presentazione dei personaggi principali, dall’altro lato il sapore che rimane in bocca non è per niente amarognolo, ma è un contrasto agrodolce continuo.
Un susseguirsi e un ripetersi di se stesso. Proprio come questa storia.

Allora va benissimo così come è. E spero che Lorenza e Marco possano deliziarci ancora, quindi faccio loro i miei più grandi auguri!

Quindi io vi lascio così, con tutto il tempo che vi serve per metabolizzare una apparente sogliola, ma profondissima e vi aspetto nei commenti per sapere cosa ne pensate di Daisy.
Se siete riusciti a comprare questo fumetto e a farvelo autografare dai due autori, condividete su Instagram la vostra foto con loro, taggandomi, o scegliendo una tavola o vignetta che maggiormente vi è piaciuta.

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