@Re_Censo #83 #Cinema2Day e LOGAN the Wolverine

#CINEMA2DAY
LOGAN

Dedicato a Pasquale, amico, Diacono, maestro,
amante del cinema e delle serie Tv.

Amici Recensiani, bentornati!
Come ho detto nel video precedente, l’iniziativa del #CINEMA2DAY è stata prorogata di altri 3 mesi. Quindi ieri sono andato a vedere LOGAN e oggi parleremo di questo cinecomics! Iniziamo!

Film diretto da James Mangold, LOGAN segna la conclusione del percorso cinematografico, monografico, di Wolverine iniziato nel 2009 con X-MEN le origini – WOLVERINE, anche se come personaggio inizia nel primo X-MEN nel 2000. Attesissimo dai fan perché segna la fine di Hugh Jackman nei panni del mutante e di fila, notizia di poche settimane fa, anche Patrick Stewart, nel franchise Charles Xavier, dichiara l’addio, dopo 17 anni di collaborazione.

Il film è proiettato in un futuro lontano, ma non quanto quello di giorni di un futuro passato.

È il 2029. E le auto sono orrende.
Logan ha perso le fattezze che lo hanno sempre contraddistinto. Ora è un barbuto brizzolato e sembra di esserci calati in un film a metà tra il western e il poliziesco drammatico. Già infatti dai titoli iniziali, dai font in sovraimpressione e dal fatto che Logan si aggira in solitaria, distaccato dai mutanti, tutto ciò da l’idea che il film si discosti nettamente, tragicamente, dal filone dei precedenti. La crudezza di questo distacco rende il genere fantasy al quale appartiene, innegabilmente, questa serie, ancor più  veritiero e realistico: un mondo normale… nel quale ci sono persone con geni mutanti.

Ma torniamo alla storia. Logan fa l’autista. Ha dinuovo problemi di alcolismo e fa da badante al novantenne Xavier, malato e resosi pericoloso a causa della malattia che altera i suoi poteri. Sembra di vivere un periodo postapocalittico. È tanto pericoloso che, in questo mondo nel quale non ci sono più mutanti, lui è dovuto scappare oltreconfine. E così il film diventa anche denuncia della condizione dei profughi e degli immigrati che scappano oltreconfine, inseguendo una speranza. A voi capirne il momento e i motivi, guardando il film.

Compare una donna e una bambina al seguito, che chiedono il suo aiuto; leggono dei fumetti e qui entra in azione la metastoria. Questi fumetti raccontano le vicende dei mutanti. Una trovata speciale, come un faro e un barlume nel buio! Entrambe sono straniere del sud, d’oltre confine e devono andare a nord.
Sin qui ci sono tutti gli spunti per la trama, che non proseguirò a raccontare. Questo è un viaggio, il viaggio di Logan, fisico ma anche psicologico, che è giusto facciate con lui. Un viaggio raccontato perdendo i canoni di un film tratto dal fumetto, cessano le inquadrature particolari; la pellicola si spoglia di ogni frivolezza e si riveste della rudezza di questo personaggio riscoperto, in un certo senso, ancora più grezzo e brutale. Non c’è mai stata tanta violenza e tanti dettagli come in questo film, nelle pellicole degli X-men e della Marvel in genere. Sembra di essere in una puntata di THE WALKING DEAD ogni volta che Wolverine infilza un avversario. È un personaggio che è giunto a completezza, ma che ha bisogno di un nuovo stimolo per completarsi del tutto, per immolare la propria vita e il proprio destino e raggiungere un quid di una potenza e di un impatto emotivo fortissimo.

Questa non vuole essere una recensione spoiler, quindi non posso dire molto altro. Completo queste mie osservazioni con l’intervento della musica e degli effetti sonori, potentissimi, di impatto, che entrano sottopelle e che accompagnano in sinergia i movimenti sullo schermo.

Sembra, per tutto il tempo, che ci si direzioni su una strada, che è quella del ritorno dei mutanti che noi conosciamo, figure che ci hanno accompagnato e dato un senso dall’inizio a oggi, ma questo è un vuoto che ci si disegna addosso e che fa rumore, perché ci fa comprendere che il tempo è passato e che in un modo o nell’altro Logan e Xavier sono soli. Soli ad ereditare le nostre aspettative. Un peso non indifferente.

Forse molti storceranno il naso nel vedere ciò che accade nella pellicola, ma io penso sia più un senso di affetto, abitudine, che sta facendo preoccupare tanti fan. Di mio sono rimasto sconvolto più per la fine di un altro personaggio… ma taccio! Sta come finendo un’era!

La regia e il susseguirsi degli eventi sono ben ritmati, passando dalla calma del quotidiano alla fretta della fuga con naturalezza e ogni decisione di Logan, gli conferisce sempre più coerenza e forza caratteriale. Ed è forse il punto focale di tutto questo viaggio, più quello psicologico che fisico. Logan è Wolverine che è un lupo. E rinasce, aiutato dall’innocenza di alcuni “bambini”, fino ad abbracciare la nuova battaglia, quasi annullando se stesso, fregandosene della sua stessa vita.

Non nego di essermi emozionato… ma di fianco a me si sono sedute tre donne ultracinquantenni che non si aspettavano minimamente ciò che han visto. Pensavano forse ad un film su di un uomo di nome Logan, interpretato da un attore prestante, proprio perché ha perso i connotati del Wolverine che conoscevamo… e non potevo farmi trovare in lacrime.
Certo, non è tutto rose e fiori, alcune pecche, mancanze e difficoltà di comprensione ci sono, come è ovvio che sia. Ma siamo arrivati ad un punto d’apice talmente alto che tutto il resto passa in secondo piano e sono curioso di sapere cosa faranno… e forse anche preoccupato. Siamo a cavallo di due epoche, quella del cast originario e quello giovincello. E solo uno si salverà e andrà avanti. Come?

La mutazione è attorno a noi. Noi stessi siamo mutanti rispetto ai nostri nonni e genitori e i miei figli saranno dei mutanti rispetto a me. È la natura e con essa l’uomo si adatta e progredisce. Non possiamo fermarla, è l’evoluzione. È intrinsecamente legata alla vita! Ma questo non può voler dire che il diverso debba essere contenuto, abbattuto, circoscritto e ricreato per scopi altrui.

E voi? Vi è piaciuto LOGAN? Cosa avete visto in questo #Cinema2Day? Fammelo sapere con un commento qui sotto!Se il video ti è piaciuto, clicca il mi piace qui sotto!

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Pubblicato da Re_Censo

Re_Censo è un nome inventato, gestito, prodotto e presentato da "OIRAD Studio d'Arte Grafica di Piedimonte Dario". Format di videorecensioni di libri, fumetti, manga, anime, film e telefilm.

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