@Re_Censo #493 DAISY e la maschera spezzata

DAISY e la maschera spezzata

@Re_Censo #493 DAISY e la maschera spezzata

Ciao a tutti e bentornati sul canale! Sono Dario e questa è Re_Censo, la videorubrica di libri, fumetti, manga, film e telefilm prodotta dal mio studio di grafica OIRAD.
Oggi apriamo e ci immergiamo in un libro!

@Re_Censo #493 DAISY e la maschera spezzata

Marco Barretta torna a scrivere di Daisy e ad esplorare ancora più in profondità la storia che sembrava inizialmente conclusasi con una dolorosa sospensione, nel primo e unico volume che abbiamo già visto assieme, un paio di anni fa, proprio dopo l’ultima edizione del Comicon, prima del Covid.
Sembra una vita fa, ma è così.
E con lui, ovviamente, la mitica Lorenza Di Sepio sul lato del disegno!

Il volume è intitolato “Daisy e la maschera spezzata“, che risulta essere più corposo del primo, di quello che è quindi diventato il primo, ma mantiene lo stesso costo, 14,50€.

Ancora ci sono gli angoli stondati, essendo sempre nella collana dei “tipitondi” della Tunué.

Ciò che cambia è ravvisabile nel tipo di carta usato, non più lucida, ma opaca, più ruvida e leggermente più sottile, almeno al tatto  così sembra. E poi nel colore, come se avesse un bagno di colore completamente diverso, meno attento, forse dovuto al fatto che non è più lucida la carta e quindi riflette diversamente. Chissà.

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Ma il punto fondamentale su cui concentrarci è la storia, perché, Recensiani miei, è una bomba!

Vi ricordate quando vi dissi, nella prima storia, che prendeva qua e là elementi dei mondi fantasy e ne ricreava a modo suo uno che prendeva quindi ispirazione da tanti altri già visti, in un modo che risultava quindi originale a modo proprio?
Ecco, qui la cosa è ancora molto più accentuata e, direi quasi palese, in un momento particolare della vicenda. Ma andiamo con ordine.

Daisy ha scelto di rimanere con la madre nel mondo di fantasia che abbiamo capito, ha inventato il padre. Ma la madre non ha intenzione di limitarsi a vivere nel ruolo scelto e disegnato per lei, della regina cattiva.
Però, qualunque cosa faccia per cambiare, esprimerà sempre questo suo carattere negativo, non riuscendo quindi ad amare realmente la figlia, ma anzi costringendola in un ruolo che lei ha scelto per Daisy.
Lo stratagemma col quale la figlia cade in un circolo vizioso di reiterati comportamenti negativi, su imitazione del fare materno, è semplice, intuitivo e però anche potente e ravvisabile già dal titolo del volume.

Ma in questo ricreare un mondo nuovo, sulle falsarighe di altre storie, permette anche di creare l’occasione e i moventi più adatti per la narrazione, affinché i personaggi possano continuare laddove li abbiamo lasciati alla fine del volume precedente, permettendo così alla storia di riprendersi, dopo un brevissimo riassunto che ci reintroduce nella storia e ci ripresenta i personaggi, proprio come se fossimo all’interno di una storia anni ’80, con una leggerezza e una semplicità complici della storia.

Storia che ha il suo spessore, riesce sicuramente a mostrarsi, nonostante la rapidità che sa di fretta, a raccontarsi. Anche se in alcuni punti è come se volesse raccontare un pregresso che non abbiamo vissuto, perché non mostrato, ci dà comunque l’idea che qualcosa sia successo, in mostra assenza e su questo si basa la nuova caratterizzazione di alcuni personaggi.

L’ambientazione resta la stessa, non cambiano i luoghi, non cambia la mitologia di fondo, che anzi è amplificata con l’introduzione del padre di Daisy, anche se mi sarei aspettato che si giocasse con questo suo potere creativo, proprio dandogli potere anche scenico, cosa che invece è relegata in un solo iniziale attimo, che però perde la potenza scenica in favore di un divertente senso comico.
Elemento, quello della comicità, che torna e ritorna ciclicamente, con un ritmo che va ad incalzare ancor più la narrazione degli eventi, al contempo spezzandone i toni più cupi e drammatici, senza però far perdere loro quella potenza e forza che conducono così allo scontro che ovviamente c’è, per forza di cose, tra le forze del bene contro quelle del male di ogni storia di questo stampo.

Ma, ovviamente, come in modo semplice, il che non significa non funzionale e poco credibile, ma appunto semplice, senza accampare troppi arzigogoli alla vicenda, questo scontro si sviluppa in poche battute e anche in queste però tornano evidenti i riferimenti a eventi storici di altre narrazioni.
Il continuo rievocare non sporca la storia, non ne fa perdere credibilità o originalità, ma anzi ricrea e richiama in noi lettori le sensazioni provate al tempo, per riproporle e catapultarci in nuovi eventi.

Che sia un fumetto esaltante, non ne avevo alcun dubbio e se c’era da ritrovare un motivo di genialità nella binata Barretta-Di Sepio, il finale ha una potenza incredibile.
Non mi sarei mai aspettato un escamotage del genere per riportare le cose alla normalità e dare una valida, ma che dico, validissima conclusione alla storia, riprendendo un po’ da qualcosa di un po’ più lontano della Storia Infinita, da cui abbondantemente attinge e cita, ma anche forse da Matrix, soprattutto nelle scene che portano alla fine di tutto e a quello che sembra una nuova partenza.

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Una potenza incredibile che, come già visto nel volume precedente, si somma in binata al disegno che torna come se non lo avessimo mai lasciato, con questa sua linea morbidissima, flessuosa e che crea forme e personaggi molto coerenti e tridimensionali. Anche l’approfondimento del palazzo reale della Regina Dahlia, reso con poche linee che però riescono a darne molta concretezza, solidità, un misto di cinquecentesco e decadentismo.
Scene tra i boschi e la natura che sembrano quasi uscite dai videogiochi, non solo per le inquadrature, ma anche per lo studio di piani e sequenze. Una semplicità che però riesce a rendere la scena carica di elementi e dettagli, che affollano senza però soffocare.
Per non parlare degli effetti speciali, fumosi, vaporosi, potenti.

Insomma, un fumetto nel quale il lettore è realmente invitato, con potenza, a immergersi più e più volte, anche solo guardando le vignette e scorrendole sotto gli occhi, in un succedersi di scene che così prendono vita come se si trasformassero in un film d’animazione.
Se c’era modo di rimanere più estasiati di così o di come era successo in precedenza, Barretta e Di Sepio ci sono riusciti alla grande e questo è l’ennesimo esempio della loro capacità narrante, della potenza delle parole e del coinvolgimento delle immagini.

E voi, cosa ne pensate? Avete letto entrambi i volumi? Cosa vi aspettavate da questo secondo e cosa invece speravate venisse raccontato e non avete trovato? Quanto, di citazioni e collegamenti con altre storie, avreste voluto vedere? E quanto è geniale la trovata utilizzata per il finale? A me ha fatto impazzire e mi ha lasciato a bocca aperta! Vi aspetto, ditemi tutto nei commenti qui sotto e discutiamone assieme!

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Re_Censo

Pubblicato da Re_Censo

Re_Censo è un nome inventato, gestito, prodotto e presentato da "OIRAD Studio d'Arte Grafica di Piedimonte Dario". Format di videorecensioni di libri, fumetti, manga, anime, film e telefilm.

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