@Re_Censo #421 WandaVision, parliamone!

WandaVision,
parliamone!

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Oggi torniamo nel mondo Marvel e per la prima volta, in una serie tv… Iniziamo!

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Oggi parliamo di WandaVision, prima serie tv Marvel prodotta da Marvel Studios anzicché dalla Marvel Television, arrivata su Disney+ dal 15 gennaio al 5 marzo 2021.
Ed è anche la prima serie Marvel per il piccolo schermo che vedo in vita mia. Ma ancor più, è la prima serie ad avere un budget molto elevato, al pari delle produzioni cinematografiche; circa 25 milioni di dollari a puntata.
Già a partire dal 2019, molte erano le idee in cantiere e quasi sin da subito, Kevin Feige fu interpellato per lo sviluppo attivo della serie, per poter dare una affidabile e concreta continuità con la narrazione dei film.

Già qui quindi parte il primo interrogativo: in futuro, per poter comprendere appieno i retroscena o alcune citazioni presenti nei film, dovremmo aver visto per forza i telefilm?
Un po’ come sta accadendo da tempo (se non da sempre) con Star Wars, tra film, fumetti, serie animata ecc?
Staremo a vedere.

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Intento di Feige è concentrarsi su Wanda e Visione, sul loro carattere, la loro psicologia, la loro intima relazione di cui abbiamo visto sbocciare i primi e timidi sguardi con Civil War.

Questa serie ha quindi 9 puntate, le prime di trenta minuti, le altre di circa cinquanta e sono presentate, inizialmente come una sitcom, ma su questo ci torniamo dopo.

La storia vede protagonisti proprio Wanda e Visione.
Non sappiamo di preciso quando, ma si sono trasferiti e hanno preso casa in un posto molto caratteristico, in periferia, chiamato Westview, nel New Jersey. Sembrano ben intrecciati tra loro e, come da copione, sono benvoluti dal vicinato che inizia a conoscerli e alcune figure diventano ridondanti e assidue nella loro quotidianità.

Wanda si occupa della casa, da perfetta donna degli anni ‘30, mentre aspetta che il marito, impiegato contabile, ritorni la sera a casa.
L’ambientazione parte con un taglio particolare. Non è solo il genere sitcom a far strizzare il naso allo spettatore, ma il fatto che i due sembrino  vivere una relazione impossibile, ma perfetta. Impossibile perché sappiamo che Visione è morto, perfetta perché stanno talmente bene assieme, funzionano talmente bene, da sembrare idilliaci dietro lo schermo.

E in più, la vicenda è raccontata in bianco e nero. Ma mentre sul finire delle prime puntate inizia a comparire una strana minaccia che pare voglia allontanare Wanda da ciò che si è scelta come quotidiano, estraniandola quasi dai suoi compiti, il sentore iniziale è lo stesso che ho respirato nei primi trailer della stagione e che ho già visto nel film Pleasantville del 1998.
Tutto è ordinato, tutto è curato, nulla deve andare storto, le donne sono minuziose, sempre ben agghindate, pronte in comitati d’azione sociale, i mariti dediti al lavoro, serviti e riveriti. La famiglia perfetta, secondo il contesto storico e sociale del tempo. Nulla può andare storto, nulla deve andare storto.
Ma poi succede qualcosa e l’incantesimo, è il caso di dire, si rompe.

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Come in Pleasantville, qualcosa appare a colori e Wanda inizia a veder concretizzati i suoi dubbi e i dubbi si fanno ancora più forti negli spettatori, quando di puntata in puntata, non solo appare il colore a tingere la pellicola, ma cambiano gli anni che vengono raccontati.
Nel giro di pochissime puntate, saltiamo agli anni ’50, ’60, ’80 e ce ne rendiamo conto dall’arredamento della casa, la disposizione di mobili e stanze, la tecnologia che cambia, l’abbigliamento, le acconciature, i modi di parlare, con quelle tipiche battute una dietro l’altra in un botta e risposta potente e ironico.
In alcuni punti sembra di vedere Samantha e Darrin in “Vita da strega” e in realtà c’è un omaggio per ogni periodo storico.

I personaggi cambiano, anche il loro modo di recitare cambia, come se tutto fosse normale, come se stessimo vedendo un capitolo a caso di una storia più grande, che però nel correre di un arco narrativo così lungo, continua ad avere senso, e una naturale connessione.
Eppure sappiamo che non è così. E anche Wanda inizia a sospettarlo.

Si introduce poi un elemento di rottura improvviso, che per la protagonista è una minaccia talmente forte e fuori programma, che la storia si riavvolge su se stessa, ma il punto di vista non è più quello all’interno di Westview, ma all’esterno.
Scopriamo che quindi sono passate solo tre settimane dagli eventi di Endgame e che sono quindi riapparsi tutti quelli che lo schiocco di Thanos aveva fatto sparire. Tra questi, Monica, figlia della presidente dello S.W.O.R.D., ente che è chiamato a scoprire dove sia finito il corpo di Visione, aprendoci tutta un’altra prospettiva sulla vicenda, mostrandoci come, per un motivo non dato, Wanda abbia realmente creato una bolla attorno a Westview, raccontandosi come un idilliaco telefilm, fatto di giorni tutti uguali, felici, sereni, nei quali può avere il suo Visione e col quale costruirsi una famiglia.
I guai iniziano proprio qui.

Feige, come detto, prova ad aprire una finestra, uno spaccato, sulla vita di questi due personaggi, mostrandoci il dolore di Wanda, il potere di cui è capace, approfondendo tantissimo il suo potere, in contrapposizione a quello di un nuovo personaggio che viene introdotto. Il tutto viene raccontato con una serenità e una semplicità ben intrecciate, fatte di flashback e momenti di epifania molto potenti.

Assieme all’ideatore Jac Schaeffer e al regista Matt Shakman, l’intento è quello di esplorare la psicologia di Wanda, il suo trauma, il suo dolore che vive dentro di lei, ma che per il proprio potere, trasmette nel mondo reale, costringendo tutti a viverlo.

Nel continuo salto di stili visivi, di design, narrativi, il continuum è dato proprio dalla visione stessa di Wanda, su se stessa, sul suo amore per Visione e per il suo desiderio di una famiglia, a dispetto di quanto così dolorosamente tutto ciò le è stato precluso.
C’è una continuità incredibilmente coerente, forte, potente, che combatte contro la monotonia e lo spaesamento degli spettatori, nella prima metà della serie, conducendoli però ad una comprensione più profonda e potente.
Comprensione ed epifania che viviamo proprio assieme a Visione, come se prendessimo con lui coscienza di quanto sta accedendo e del perché.

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Ovviamente condito da forti e credibili effetti speciali, questa serie si conclude aprendo la strada alla nascita vera e propria di Scarlet Witch, come se  tutto questo fosse stato per Wanda un battesimo del fuoco.

Possiamo dire se c’è una rivoluzione nel modo di fare telefilm?
In un certo senso, se si dovessero togliere le citazioni e le ambientazioni scandite negli anni rappresentati, probabilmente no, perché sono più strumentali alla narrazione.

Ma poiché tutto è una rappresentazione di una indagine psicologica, più che fisica, del dolore di un personaggio per il trauma vissuto, non si può parlare di rivoluzione, ma di certo è un modo nuovo col quale raccontare certi processi.

Molto dinamico, molto coinvolgente, in un contesto nel quale i combattimenti in perfetto stile super eroistico vi sono solo sulla fine.
A far presa è più il mistero sul come i protagonisti si son trovati lì, in bianco e nero, sul perché, sul mistero che si cela dietro le distrazioni e i blackout narrativi, espressi come tagli e salti nella trasmissione.

La creazione di una realtà fittizia da parte del personaggio principe della serie, per nascondere il suo stato, cercare di vivere il suo sogno, dandoci modo di viaggiare con i personaggi, è forse la chiave di lettura migliore per poterci avvicinare a capire e godere di questa produzione. Per non parlare dell’esplorazione di Wanda e del fratello e del suo legame con la Gemma della Mente.
Ma nulla vien detto dei loro genitori, di Magneto.

Nulla si sa sulla seconda stagione, se non che la storia è pensata per questi soli nove episodi, facendo un po’ da collante tra la fine di Endgame, il secondo capitolo di Doctor Strange, nel quale Wanda è co-protagonista.
E io spero sia davvero così, che non ci sia una seconda stagione, perché WandaVision è una bolla creata da Wanda, che ha un inizio e una fine ben determinati. Allo stesso tempo però, penso che se si potesse giocare con i Multiversi, sarebbe interessante poter indagare ancora, così da far tornare Visione attivamente.

Insomma, molte sono le domande che volevo indagare, molte le curiosità che spero di aver acceso per una discussione più proficua che può nascere qui e che potremmo portare avanti già dai commenti qui sotto e poi in una puntata del Salotto, nel Salotto Viola. Se siete interessati a questo confronto, fatemi sapere, partiamo subito, a me piacerebbe tantissimo!

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Vi aspetto nei commenti qui sotto, ditemi cosa ne pensate, cosa vi è piaciuto, cosa vi ha sbalordito, sorpreso, emozionato, fatto ripensare a cosa diavolo avevano in testa gli sceneggiatori e cosa non vi ha convinto affatto!
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Pubblicato da Re_Censo

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