@Re_Censo #398 Finché il caffè è caldo | #LASETTADEILIBRI

Finché il caffè è caldo
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Oggi torniamo a vestire i panni della Setta dei Libri per la lettura di gennaio 2021. Iniziamo!

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Il libro di cui parliamo oggi è “Finché il caffè è caldo“, lettura mensile per La Setta dei Libri, è scritto da Toshikazu Kawaguchi, per Garzanti, 2020. Costo di 16€.

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@Re_Censo #391 Morte di una sirena | #LASETTADEILIBRI

Parliamo davvero brevemente di Kawaguchi, perché non c’è nulla da dire.
Un po’ seguendo la tradizione secondo cui gli autori giapponesi sono restii al farsi conoscere, di lui sappiamo solo ciò che c’è in quarta di copertina, cioè che è nato nel 1971 a Osaka. Lavora come sceneggiatore e regista e col libro di questo mese, suo esordio come scrittore, ha vinto il Suginami Drama Festival.
Stop, fine, pure troppo.
Passiamo al libro.

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Finché il caffè è caldo è il primo libro scritto da un giapponese e ambientato in Giappone che io abbia mai letto. Ero molto curioso, anche se purtroppo è capitato in un momento doloroso per me. E anzi, forse proprio per come sto attualmente, mi ha preso tantissimo e, sinceramente, speravo di non dovermene mai separare.

Come ogni racconto nipponico, sprizza oriente da tutti i pori della cellulosa. Avvicinandomici ho avuto subito l’impressione di entrare in un mondo diverso. E non è solo l’ambientazione, limitata ad un bar molto particolare del Giappone, con i suoi ritmi e la sua realtà così scollati dal tram tram quotidiano, ma anche proprio per come è posta la narrazione. Inizialmente si prende il suo tempo e i suoi spazi, accogliente e decisa a farci muovere solo sui binari che ha deciso di delineare.

Per di più, per come è scandito il racconto, sembra che ci siano in realtà 4 racconti differenti e inizialmente credevo fossero slegati tra loro, con personaggi, tempi storici e eventi diversi. Invece si scopre che non è così, ma che anzi fanno tutti parti di un organicissimo racconto, ben strutturato e con dei ritmi narrativi incalzanti, trascinanti e fonti incredibili di palpitazioni.

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La storia è alquanto breve, ma di una intensità incredibile.
Nonostante si legga con una facilità estrema, apre ad un viaggio che non ho mai intrapreso prima.

Siamo, come detto, in Giappone, in una città che mi pare non sia mai stata nominata e che ha, in un semiinterrato di un palazzo, un bar particolare, nel quale il tempo sembra scorrere diversamente e persino le stagioni sono percepite diversamente, diventando un porto sicuro per il gran caldo estivo nel quale si svolgono gli eventi.

I quattro capitoli che ci vengono proposti riguardano, per la maggiore, alcuni personaggi che fanno tappa fissa in questo bar e che, per intenzione già espressa o perché il caso glielo propone, sono intenzionati a sedere su una sedia particolare e tornare indietro nel tempo. Eh si, perché in questo bar, li dove siede un fantasma, è possibile, bevendo un caffè, viaggiare nel tempo e incontrare le persone che sono state già in quel bar.
Ma bisogna stare attenti ad una serie di regole molto ferree, col rischio di perdere addirittura la vita e prendere il posto del fantasma.

Ora, mettendo in luce il fatto che ogni capitolo ha i suoi viaggiatori e quindi il suo viaggio nel tempo, in realtà di viaggi ce ne sono molti di più, perché riguardano non solo quelli che fisicamente vengono fatti, ma anche alcuni leggeri flashback che l’autore propone per approfondire la storia dei protagonisti. Storie che, apparentemente e solo fino all’ultimo capitolo, sembrano quasi slegate tra loro, ma che piano piano iniziano a intrecciarsi e a consolidarsi tra loro e, nonostante la difficoltà di imprimere nomi così esotici, permettono di fare chiarezza sui personaggi fino ad un certo punto.

Nonostante i personaggi siano alle volte restii a parlare tra loro, preferendo una lotta interiore e di pensiero, la scrittura è comunque magnetica, ma anche molto eterea. Infatti alcune cose sembrano lasciate al caso o poco approfondite, soprattutto nell’ultimo capitolo, altre invece sono il risultato di una indagine delle relazioni umane e di una rappresentazione dell’umanità e di come sono vissute le relazioni,  tanto che, rimanendo nel seminato dell’imposizione delle regole, il viaggio nel tempo mostra l’aspetto più difficile e doloroso della perdita e del dirsi addio.

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Ovviamente, proprio per il mio momento attuale, a partire dalla pagina 170, ho finito la lettura piangendo a dirotto. Nonostante mi domandassi se fosse il caso di far precipitare gli eventi in modo così atroce e doloroso, se almeno per una volta la parola data e le promesse fatte potessero essere mantenute come si deve e mostrare un’umanità più concreta e leale, è bastato quell’ultimo viaggio nel tempo e una chiacchierata a consolidare le mie aspettative e a rinnovare al contempo lo stupore.

Ma forse è proprio nell’incidente della vita e nella sua cruda realtà, che questa narrazione trova il suo finale più amaro, dolce e avvincente, con una conclusione che, anche se mancante di un approfondimento sulla figura del fantasma, mi ha trascinato, atterrato e innalzato, convinto ed estasiato con la sua retorica e la sua poetica.

Sto provando a rendervi la cosa senza parlarvi troppo degli eventi, perché se non avete letto nulla, vorrei che possiate rimanerne affascinati come me, addolorati e innamorati come me.
Ma penso proprio che questo libro, Finché il caffè è caldo, si mostri a noi come una bella visione delle relazioni umane e di come sia facile perdere chi si ama in un niente, perdere se stessi in quel dolore e allo stesso tempo, di come sia altrettanto facile e catartico girare pagina, cambiare orizzonte e vedere come sia, alla fin fine, tutta una questione di cuore.

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Finché il caffè è caldo, è un viaggio nella vita e apre un modo diverso col quale approcciarsi ad essa e alle relazioni e questo è, un po’ contortamente, come solo io so fa, quello che penso a riguardo. Adesso quindi lasciatemi le vostre impressioni nei commenti qui sotto, possiamo continuare a confrontarci e a far uscire di meglio! Ne sono sicuro!

Come sempre, il libro è nel link affiliato, così potete recuperarlo!

Ditemi la vostra, vi aspetto, mi raccomando!

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Pubblicato da Re_Censo

Re_Censo è un nome inventato, gestito, prodotto e presentato da "OIRAD Studio d'Arte Grafica di Piedimonte Dario". Format di videorecensioni di libri, fumetti, manga, anime, film e telefilm.

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