@Re_Censo #263 i 40 anni de La Storia Infinita

LA STORIA INFINITA
I QUARANTA ANNI DEL LIBRO A CONFRONTO CON IL FILM

Questa puntata non aveva una dedica.
Il video è stato registrato a metà agosto.

Lo dedico a Codino,
il mio amore, il mio eroe, il mio giovanotto,
il mio vecchietto, il mio Fùcur, il mio tutto.

Capitano a faglilo i 40 anni di una storia
che mi lega all’infanzia e all’adolescenza,
proprio come Codino è stato il mio compagno
dall’infanzia all’adolescenza, fino all’età adulta.

Ti amerò per sempre, piccolo mio.
Perdonami per ogni male che ti ho fatto…

Oggi dobbiamo festeggiare un anniversario, o meglio i 40 anni dalla sua pubblicazione. Iniziamo!

Il libro di cui vi sto parlando, lo avrete intuito dal titolo, è La Storia Infinita di Michael Ende, pubblicato quindi nel 1979 a Stoccarda dalla casa editrice Thienemann Verlag.
In Italia è invece arrivato con la Longanesi nel 1981.
L’edizione che ho io l’acquistai anni fa, mi arrivò sbagliata e le copie errate le ho date come premio al primo giveaway del canale.

Ho letto il libro e mi sono ricreduto su moltissime cose, soprattutto perché il mio metro di giudizio era il film. E la cosa che mi preme dirvi sin da subito è che col film non ha niente a che fare. Due storie completamente diverse, personaggi costruiti in maniera diversa.
Il libro che ho io si presenta come un brossurato con una copertina di carta non pregiata che quindi si sta consumando anche solo tenendolo sulla mensola. Internamente vediamo la distinzione di colori rosso e verde per i testi e ogni capitolo si apre con una lettera dell’alfabeto, con la quale inizia anche la frase.

Protagonista è Bastiano Baldassarre Bucci, ma nel film è Sebastian.
Condividono una vita familiare particolare, anche se ognuno di loro a modo proprio e differente. Bastiano è spesso bullizzato, come succede a Sebastian, ma i due sono anche diversi fisicamente e negli atteggiamenti. Sebastian è molto più combattivo e tenace del fratello cartaceo, tant’è che Bastiano scappa avanti ad ogni tipo di pericolo, persino quando il pericolo è semplicemente raccontato in un libro.

Entrambi però fanno un incontro, l’incontro che cambierà le loro vite per sempre. Per sfuggire dalle persecuzioni dei bulli, si rifugiano nella libreria di Carlo Corrado Coriandoli e qui notano un libro particolare che sembra quasi magnetico: devono averlo a tutti i costi.

Così lo rubano e scappano.

Così, a inizio dell’avventura, ad esser introdotta per prima è una chiamata di tutto il popolo di Fantasia, perché l’Infanta Imperatrice si è ammalata a causa di una minaccia terribile. Se dovesse morire lei, tutta Fantasia sparirebbe.
Bastiano e Sebastian si nascondono in un’aula della scuola, una specie di rimessa o di magazzino tutto impolverato. E la loro lettura inizia come le letture che, chi ha visto il film da bambino, ha amato e amerà sempre rivivere, cioè sotto una coperta, con una candela a far luce, sgranocchiando qualcosa mentre fuori piove di brutto.

Piano piano, pagina dopo pagina, entrano nella storia, ma nel vero senso della parola. Da semplice lettore esterno alla vicenda, Bastiano, ma un po’ tutti noi, inizia a fare amicizia con i personaggi, a ritrovarci a braccetto con i nostri preferiti, a fare il tifo per loro, così come Bastiano inizia a seguire la vicenda di Atreiu, portatore dell’Aurym, un medaglione dal grande potere che, a differenza del film, nel libro è prima di tutto il simbolo della protezione dell’Infanta Imperatrice e del suo esserne un messo ufficiale. Poi, solo dopo, se ne scoprono le potenzialità magiche.

Come dicevo, scendendo nella storia, Bastiano si ritrova quasi costretto a dover fare una scelta.
Nel film lo ritroviamo tremebondo nella sua paura delle altezze, deciso a buttarsi in Fantasia per aiutare l’Infanta Imperatrice.
Nel libro la cosa è decisamente più complessa.
Seguendo la vicenda di Atreiu, vediamo la Regnante che incontra il Vecchio della Montagna Vagante che possiede un libro, intitolato proprio “La Storia Infinita”. Il Vecchio inizia a leggerle il libro e Bastiano rivive tutta l’avventura che ha letto sino a quel momento, ma con la differenza che in quella storia c’è anche un ragazzino, timido, impaurito, bullizzato, che si nasconde in una libreria, ruba un libro, va a scuola e si nasconde ancora una volta per iniziare a leggerlo.

La Storia Infinita lo conosce, lui è nella Storia Infinita e ogni volta che si arriva a quell’incontro tra il Vecchio e la Regnante, la storia ricomincia e alla fine, terrorizzato e poi purificato, Bastiano capisce di dover essere lui a doverle dare un nome.
Nel momento stesso in cui la chiama per nome, Bastiano è trasportato a Fantasia, premiato per il suo coraggio. Si, quello stesso coraggio che gli è sempre mancato, ora inizia a crescere dentro di lui, a renderlo un ragazzo più deciso e perfino fisicamente inizia a cambiare, una volta all’interno del libro. Da avventura, questa storia prende i toni dell’odissea.

Dove il film si conclude, in realtà la storia del romanzo di Ende inizia. Bastiano si ritrova da solo in un mondo che non sembra più la Fantasia che ha conosciuto leggendo e inizia a fare degli incontri particolari con delle creature mai incontrate prima ed è attraverso quegli incontri che costruisce  la sua nuova personalità, perdendo pian piano memoria della sua vita passata ad ogni desiderio che pronuncia.
Più che una crescita, quello che la storia in questo punto ci racconta, è una spirale vertiginosa che lo cattura in un abisso. Bastiano non è più Bastiano. Le metafore si sprecano in questa lettura, quando finalmente di sua spontanea volontà, conscio di quello che ha creato attraverso i suoi sogni, del dolore inflitto involontariamente, si arrende e depone Auryn, spogliandosi del potere che comportava averlo addosso. Da lì quindi una nuova e ultima svolta.

Ho impiegato moltissimo tempo a leggere questo libro, perché mi si ruppero gli occhiali e per cinque mesi quasi, sono rimasto senza, in più tra lavoro e altro, avevo dei ritagli di tempo davvero esigui. Quando ho affrontato la lettura, avevo grandissime aspettative, perché ho divorato le VHS per anni, di continuo. Mi sono ritrovato in una lettura che mi ha affascinato tantissimo, una sorpresa dietro l’altra, anche se il linguaggio scelto è da ammettere molto infantile, semplice, pre-adolescenziale e quindi, ogni volta che andavo avanti, non capivo dove Ende volesse andare a parare. Non è quindi una lettura veloce, spedita, ma piuttosto riflessiva, forse e soprattutto per la struttura del pensiero di Bastiano e dei suoi monologhi, sull’importanza dei ricordi, del coraggio, del crescere. Un movimento che avviene in maniera molto lenta, cadenzata all’interno del personaggio, movimento che si trasmette anche alla narrazione, alle volte davvero molto lenta.
Se per me la storia è sembrata realmente infinita, per l’autore è stato lo stesso e lo si nota anche dalla trama. Nel momento in cui Bastiano da il nuovo nome all’Infanta Imperatrice, inizia un’avventura inaspettata, che si è snodata nel buio e che ha visto Ende lavorarci per quasi tre anni per riuscire a trovargli una fine. Anche se una fine reale non c’è…

Tra i personaggi che ho apprezzato, sicuramente c’è Atreiu, molto maturo, molto sicuro di se, non solo coraggioso, ma intraprendente, l’esatto opposto di Bastiano, lamentoso, scocciante e che, quando ha avuto la possibilità di costruire se stesso, ha iniziato una piega molto caotica, quasi autodistruttiva e non solo perché preferiva perdere i ricordi, ma per come ha iniziato a usare i poteri del medaglione.
Non proprio in relazione paritaria con quelli del film che, come ho detto, sono completamente diversi, anzi forse Atreiu è quello che è più fedele tra i due prodotti.

Adorabile è l’Infanta Imperatrice, di cui ero già innamorato da piccolino, nel film, e nel libro ho adorato poterla scoprire più approfonditamente e non solo come icona di una ragazzina da salvare. Considerando che dalla consegna del nome in poi, il libro è completamente diverso dal film, non posso fare un raffronto molto approfondito, ma sono rimasto colpito dal rapporto che si crea tra Bastiano e Xayde, nel libro, rispetto al film dove è molto più semplificato. Nel libro la relazione si gioca nel mondo interiore di Bastiano, nei suoi sogni, nei suoi ricordi. Xayde è una manipolatrice, un sobillatore che ammalia e seduce, nel film è quasi più tutta sospiri e occhi sbarrati.

Non possiamo, in questa storia, trovare una crescita palese del personaggio; essendo una storia fantasy e d’avventura, i temi principali sono proprio questi. La vera crescita di Bastiano si concentra nell’ultima parte, quando riesce a uscire da Fantasia, racconta la sua avventura al padre e va a trovare il libraio Coriandoli; una specie di verifica del suo percorso ed è forse questo che ci lascia intuire che il Bastiano all’inizio dell’opera non è più lo stesso di quello che lasciamo alla fine, perché ogni avventura ci cambia, solo chi la vive sa cosa lascia, cosa prende e quali sogni e desideri portare con se.

Sin da piccolo mi sono portato dietro l’immagine iconica dell’Imperatrice e di Bastiano che legge, che desidera, che sogna di essere diverso, migliore. Ed è quindi forse questo il messaggio più grande che Ende lascia al lettore.
Vivere le proprie avventure, scavare dentro se stessi fin quasi a spogliarsi di quello che si è, per ritornare più forti, con più consapevolezza. Certo, è un messaggio molto nascosto, quasi sotterraneo, Ende da più importanza alla storia, all’avventura in se, al viaggio di Bastiano e, come ogni storia, soprattutto quella infinita, la storia va ben oltre quella raccolta in un libro, quindi forse l’autore ci spinge a immaginare il dopo.

L’importante è che non sia dozzinale e osceno come i due film, La Storia infinita 2 e 3, sui quali stendo un velo pietoso.

Insomma, questo è ciò che penso di questa storia che da ormai 40 anni è sugli scaffali delle librerie e nelle nostre case e ci permette di sognare e tornare bambini, proprio come la sua sola canzone, cavallo di battaglia nel film, ci ha fatto sognare ed emozionare quando è stata citata dalla terza stagione di Stranger Things (settimana prossima qui sul canale!).
Vi aspetto nei commenti qui sotto, ditemi tutto ciò che pensate di questo magnifico libro e soprattutto il primo ricordo che avete di questa storia!

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