@Re_Censo #248 X-Men – Dark Phoenix | #MOVIEMENT

X-MEN DARK PHOENIX

Ciao a tutti e bentornati! Sono Dario e questa è Re_Censo, la videorubrica di libri, fumetti, manga, film e telefilm prodotta dal mio studio di grafica OIRAD.

Può anche X Men deludere? Iniziamo!

La faccio brevissima, ma prima di iniziare, mettete un mi piace e iniziate già a condividere il video!

Sono andato a vedere Dark Phoenix e purtroppo non mi è piaciuto.
Ad esser tragica non è stata la regia, quanto la sceneggiatura. E dire che le due figure si ritrovano nella stessa persona, Simon Kinberg, che se è stato un bravo regista, è stato un pessimo sceneggiatore.

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La vicenda è questa.
Lo Space Shuttle Endeavour, parte per lo spazio ma viene danneggiato e il Presidente degli U.S.A. chiede l’aiuto degli X-Men. Nel salvare gli astronauti, Jean Grey viene investita da una violenta e misteriosa eruzione solare, o almeno quello che apparentemente è definita tale.
Al rientro sulla Terra, acclamati come eroi dentro e fuori dalla scuola per mutanti, tutto sembra filare liscio, finché, ovviamente, Jean non inizia a manifestare i primi sintomi del problema.

Già dalla prima trilogia sugli X-Men, sappiamo come Jean Grey abbia una doppia identità e di come il potere latente in lei, quando smette di essere sopito, le fa perdere il controllo. Se in questi tre primi film, dalle minacce esterne ai Mutanti, cioè gli Umani, si passa alle minacce interne, con Jean che vuole distruggere tutto, questo nuovo film, seguito di X-Men – Apocalisse, sviluppa diversamente questa identità di Jean.
Non più sola telepate, telecineta, Jean è investita da una specie di intelligenza aliena che potenzia in lei la sua mutazione originaria. Al contempo però, questa “invasione”, abbatte alcuni muri di confine messi lì nella sua mente per proteggerla dal suo passato e, la scoperta di questi sensi di colpa profondi, la mettono ancora più in difficoltà, rispetto all’entità/energia che la investe e carica di poteri.

Lo trovo un po’ troppo banale, ma può starci, perché intanto ci aiutano a scoprire il passato di Jean, cosa che mi pare non sia accaduto in nessuna delle pellicole precedenti.
Diventa una narrazione banale nel momento in cui questo cambiamento di Jean non viene tanto sottolineato per modificare e mettere la narrazione su un piano più alto, con una tensione più forte, ma anzi, tutto sembra rimanere lì, statico, facendo passare Jean e la sua mutazione come “strumenti” per mostrare che a sbagliare tutto sia Xavier, come se si volesse piazzare su di lui il focus e screditarlo.

Questa può benissimo essere una delle cose da mostrare, ma di certo non può essere la principale, titolando il film Dark Phoenix. Se me lo chiami così, devi per forza di cose darmi più su Jean e non solo sul suo passato.

La sceneggiatura mi ha deluso tantissimo. La storia non regge, ci sono delle scelte, degli omicidi che non riesco a spiegarmi, delle azioni e reazioni talmente innaturali e false, completamente fuori da ogni caratterizzazione e capacità mutante, che davvero, tanto valeva prendere un cast e una rosa di personaggi nuovi, non ce ne saremmo neanche accorti.

Anche il cambio repentino col quale i personaggi cambiano idee, fazioni, sembra di vedere i bambini piccoli quando si stufano di un gioco, ma appena questo passa nelle mani di un altro bambino, allora no! Devo riaverlo io!
Si è deciso di raccontare questo episodio, mostrandoci una Jean inconcludente, se non poi nella sua unica e sola azione di rilievo, coerente, sul finale, senza però riuscire a parare da nessun’altra parte.

E dopo una noia mortale sul negativo, vediamo quel briciolo di positivo.

X-Men è sempre stato quel filone di film che ha tentato sin dall’inizio di discostarsi dalla narrazione di tutto il resto del mondo Marvel.
Questo binario è mantenuto, sicuramente e al di là di come è uscita, malissimo, la sceneggiatura, ma è anche vero che i personaggi sono tutti dei super eroi e quindi può sempre esser considerato un crossover di più personaggi che sanno quale è il loro posto, la loro identità e che assieme funzionano meglio che ad esempio gli Avengers tra loro, rischiando di apparire per due secondi nei film corali. Qui invece ognuno di loro ha il suo spazio, i suoi approcci, i propri tentativi e per una pellicola di poco più di un’ora e tre quarti, è grasso che cola.

Stesso si può dire sulla fotografia che ha la sua continuità con i precedenti e allo stesso modo, gli effetti speciali mi sono piaciuti davvero tanto. Ancora Fassbender, in alcune scene, mi sembra un po’ impacciato e stalagmitico, poco realistico e a non proprio agio, nel muoversi e fingere di usare i poteri.
Continua a prendere piede quella seriosità e profondità iniziata in Logan, nelle impostazioni delle scene, nei campi da riprendere, nei primi piani, ma anche nei toni e nei colori delle scene e dei discorsi, ma in sostanza rimane il solito X Men, preso e smangiucchiato da un incapace che ha distrutto gran parte delle possibilità che questi personaggi potevano esprimere di se stessi.

Avrei voluto vedere qualcosina in più, un po’ di coerenza nella morte di alcuni personaggi e nelle reazioni dei loro compagni.
Dare un tema o uno scopo in questo film e trascinarlo nei successivi, avrebbe di sicuro creato profondità narrativa, ma è talmente anonimo e incolore che, se c’è, io non l’ho beccato e non venite a dirmi che quell’ultima scena, col particolare sullo sfondo, capite a me, nel cielo, è un indizio importantissimo, perché è uno stratagemma già usato alla fine del secondo film (2003). Insomma, inventiva ragà!

Altro piccola cosa che mi aspettavo, è il modo col quale Magneto e i suoi a Genosha entrano in scena, tornando così a narrare non più due fazioni Mutanti (i buoni con Xavier e i cattivi con Magneto) che si fanno la guerra a quale visione del Mutante debba vincere. Un aspetto, questo, che mi è piaciuto vedere e che, forse unico, rende quel minimo di profondità ai personaggi di Xavier e Magneto, soprattutto nella scena finale, tanto iconica nella produzione precedente, delle loro versioni anziane.

Ma per il resto… lascio a voi la parola, prima che io mi ripeta.
Ditemi cosa ne pensate nei commenti qui sotto. Vi è piaciuto? Non vi è piaciuto? Cosa? Perché? Grazie per la visualizzazione e aver passato del tempo assieme!

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Pubblicato da Re_Censo

Re_Censo è un nome inventato, gestito, prodotto e presentato da "OIRAD Studio d'Arte Grafica di Piedimonte Dario". Format di videorecensioni di libri, fumetti, manga, anime, film e telefilm.

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