@Re_Censo #209 Il Baco da Seta

IL BACO DA SETA
Robert Galbraith, 
Salani 2014

Ciao a tutti e bentornati sul canale! Sono Dario e questa è Re_Censo, la videorubrica di libri, fumetti, manga, film e telefilm prodotta dal mio studio di grafica OIRAD.
Oggi ci rivestiamo da investigatori! Iniziamo!

Un bel po’ di tempo fa abbiamo parlato del primo romanzo di Robert Galbraith, aka J.K. Rowling, Il richiamo del Cuculo e del suo corrispettivo telefilm.
Entrambe le puntate le trovate a schermo e in descrizione.
Oggi parliamo del secondo capitolo di Galbraith e del suo Cormoran Strike.
Immediatamente successivo agli eventi del primo romanzo, Strike è ancora al centro della fama mediatica dovuta al caso precedente che lo ha visto sotto i riflettori dell’alta moda e degli scoop. Tutta questa fama gli procura nuovi contatti di lavoro e tra questi, una donna, Leonora Quine che è in cerca del marito, il famoso e stravagante scrittore Owen Quine.

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Rispetto al primo romanzo, il Baco da Seta è molto più denso e più corposo. È un giallo decisamente scritto meglio del Richiamo del Cuculo e al genere si mischiano un po’ di scene dark.

I personaggi principali sono sempre i soliti, Cormoran Strike e la sua assistente Robin Ellacott. Il caso è quello di una sparizione. Owen sembra esser scomparso da almeno dieci giorni e tutto questo sembra rapportarsi all’uscita del suo nuovo libro Bombyx Mori, appunto Baco da Seta.

Proprio all’inizio delle indagini, Strike trova il cadavere dello scrittore che sta cercando e capisce che il suo non è più un caso di sparizione, ma di omicidio e non ha altro modo di capire quel che è accaduto alla vittima, se non attraverso la sua creatura, il suo libro, nel quale il protagonista Bombyx è attorniato da scene violente, fatti cruenti, necrofili, arrivando a violenza sadomaso, tortura e cannibalismo. Bombyx incontra una sequenza di personaggi che rasentano caratteristiche di persone reali e fatti realmente accaduti allo scrittore.

Una specie di denuncia che Owen Quine lancia in faccia a coloro che reputa colpevoli del suo fallimento letterario.

Strike quindi, inizia le sue indagini partendo proprio da quei personaggi raccolti nel romanzo inedito, andando a bussare porta dopo porta ad amici, familiari, colleghi e antagonisti del defunto scrittore ed è costretto a dover decifrare, a sua volta, ogni indizio lasciato in quelle pagine, per capire quale personaggio sia la persona con cui ha a che fare.

Ovviamente non è una cosa facile, carpire le verità dalla finzione, proprio perché Owen ha messo in bella mostra fatti, accuse e problemi di ognuno. Ogni scheletro nell’armadio di ogni suo conoscente è messo in luce e chi mai vorrebbe rispondere a domande dopo esser stato visto con le mani nella scatola dei biscotti? Nessuno, appunto.

L’azione aumenta e allo stesso tempo, come ho già detto, aumentano le scene più dark, più cupe, che ci vengono presentate in maniera molto più incisiva che nel modo di raccontare dei libri precedenti, e sto parlando anche della serie di Harry Potter.
La crudezza con cui ci vengono raccontate e descritte le scene, il modo col quale sono presentati e delineati fatti e personaggi, denotano non solo maturità da parte dell’autore, ma anche una crescita che in poco tempo si è sviluppata da quella penna che tutti dicevano sin troppo semplicistica e ingenua tanto da aver creato una cosa come il maghetto occhialuto.

Come se le due cose si escludessero reciprocamente. No.

La novità è proprio in questa capacità di riuscire ad immergersi nella vicenda.

E a facilitare questo compito, per noi che leggiamo, vi è un modo più forte e maturo col quale possiamo leggere e seguire il pensiero, il filo logico e investigativo del nostro protagonista. A dispetto dei fatti che ci vengono presentati nel primo romanzo, qui abbiamo persino indizi, stralci, righe, interrogatori cui aggrapparci e che così permettono di farci il nostro pensiero al riguardo, investigare assieme all’investigatore.

Di suo, possiamo dire che Galbraith ha la capacità di introdurre numerosi personaggi, alcuni meteore nel firmamento, ma altri che anche se abbozzati, raccontano e filtrano la realtà, proponendoci le loro versioni. E non è affatto facile gestire e raccontare così tante persone. Soprattutto se poi si racconta il loro vissuto, accaduto molti anni addietro, rispetto al tempo delle vicende narrate. Questo da spessore al romanzo e quindi credibilità.

Come spessore e credibilità acquisiscono sempre più Strike e Robin, la cui relazione si inizia a infittire, ingarbugliare, crescere e camminare sui propri piedi. Persino Londra viene raccontata in maniera minuziosa, dettagliata. Vien voglia di cercare i luoghi e gli ambienti su Google Maps per capire meglio come e dove sono i personaggi.

L’alternarsi di vicende, riflessioni, descrizioni, rendono così la lettura dinamica e la capacità dell’autore di mostrare sin dall’inizio la morte di Owen Quine, infittisce il mistero e tiene alta la suspense fino all’ultimo, dove il twist finale lascia piacevolmente sorpresi e increduli.

E direi che quindi Galbraith è riuscito nel suo intento. Non sono riuscito a indovinare chi c’era dietro l’assassinio, stavolta. E voi? Ci siete riusciti? Fatemi sapere cosa ne pensate! E vi ricordo che è uscito anche il quarto libro, lo prenderete? Cosa vi aspettate? Vi aspetto nei commenti qui sotto!

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Pubblicato da Re_Censo

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