@Re_Censo #105 #StarWars: La Ribellione

STAR WARS
Sacrificio – La Ribellione

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Noi torniamo in una Galassia lontana lontana, quindi iniziamo!

Parliamo oggi di una storia autoconclusiva, delle pubblicazioni Legends, uscita al numero 20, per la Panini Action, a maggio 2014.
Ecco la copia, con questa bellissima copertina matitosa di Qui-Gon Gin. Ma no, non parleremo di lui.
La storia di cui parliamo oggi è stata scritta da John Wagner, i disegni di Cam Kennedy e i colori di Chris Blythe.
La copertina, che è quest’altra qui, è di Ryan Benjamin.
Come al solito, la ben oleata macchina italiana vede alla traduzione Luigi Mutti, al Lettering Alessandro Benedetti e l’adattamento è a cura di Marco Ricompensa.

E la storia è questa.
La Morte Nera è stata appena distrutta. L’Impero trema, più forse per timore dell’ira dell’Imperatore, che per la distruzione della macchina da guerra. Chi era lì, ovviamente, è già morto.

Sull’avamposto di Solem, il Governatore Malvander svolge il solito ruolo di lecchino, intento ad acquistarsi il benvolere dell’Impero.
Prendete un Naamecciano di Dragon Ball, toglietegli le antenne e avrete la razza aliena di Solem. Anche qui vi è una cellula attiva della resistenza e il suo capo è Yolan Bren.
Ma l’Impero ha i suoi mezzi per giungere ai suoi scopi, soprattutto adesso che ha perso la sua arma più importante e manda su Solem il suo sgherro più capace. Boba Fett.
Ciò che mi fa strano, di questo primo quadro della faccenda, è che si conosce ancora il nome dell’Imperatore. Sono passati anni, eppure ancora alcuni lo chiamano Palpatine.
Come già dissi in passato, il personaggio di Fett non mi attira granché. Sarà il suo ruolo di cacciatore di taglie, o la venerazione che alcuni hanno per lui, ma non mi attira granché. Qui invece è interessante vedere come lavora, come agisce, subdolamente e nell’ombra, come un detective, per non far capire che è presente e per carpire così, con calma, informazioni. È si uno schiavo, per l’Impero, ma uno schiavo di classe.

È bello quindi, seppur sia Legends e non canon, poter vedere questo personaggio con un po’ più di profondità e spessore. Anche se mercenario, sembra che Fett risponda ad una sua morale, che non sempre sembra sia legata ai soldi.

Ad essere sincero, questa storia è un tassellino nel grande mosaico di un personaggio e di una ambientazione post battaglia di Yavin, ma che presa di per se, non sa di nulla se non di una scaramuccia familiare.

Ad essere interessanti sono i disegni, le caratterizzazioni dei visi e soprattutto i colori utilizzati, con forti contrasti e linee semplici che mi hanno subito attirato.
È quindi una storia che non sa di molto, ma che è gradevole da leggere, che si allontana dai soliti protagonisti della ribellione e naviga in acque nuove, senza però il coraggio di essere completamente innovativi, a causa della figura contorta di Fett, qui mostrato come un freddo e calcolatore automa, più che un essere vivente.

Mi spiegate che ci trovate in Boba Fett? Fatemi sapere la vostra! Avete letto questo fumetto? Vi aspetto quindi nei commenti qui sotto!

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Pubblicato da Re_Censo

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