La Gabbianella vola. Addio Luis Sepùlveda.

 

Luis Sepúlveda Calfucura è nato a Ovalle, in Cile, il 4 ottobre 1949.

La passione per la letteratura nacque già tra i banchi di scuola, con i primi racconti e poesie e iniziò così a scrivere per il giornalino d’istituto. All’età di quindici anni si iscrisse alla Gioventù comunista e a diciassette lavorò come redattore del quotidiano “Clarín“.
Già a partire dal 1969 vinse il “Premio Casa de las Americas” con il suo primo libro di racconti, “Crónicas de Pedro Nadie” e con la borsa di studio che ottenne, passò nella capitale Sovietica anzicché cinque anni, solo pochi mesi, per poi essere espulso per “atteggiamenti contrari alla morale proletaria” a causa dei contatti con alcuni dissidenti.

Nuovamente in Cile, per contrasti con il padre, si trasferì in Bolivia, dove militò tra le file dell’Esercito di Liberazione Nazionale.
Ancora fece ritorno in Cile e conseguì il diploma di regista teatrale, e in quel periodo entrò anche a far parte del Partito Socialista e della guardia personale del presidente cileno Salvador Allende.

A seguito del colpo di Stato militare di Pinochet, Luis Sepúlveda, che si trovava nel palazzo presidenziale nel quale morì Allende, venne arrestato e torturato e passò sette mesi in una minuscola cella in cui gli era impossibile sdraiarsi. Furono solo le forti pressioni esercitate da “Amnesty International ” che venne scarcerato e ricominciò a fare teatro ispirato alle sue convinzioni politiche.
Fu proprio questa sua azione a costargli nuovamente un arresto. La giunta militare, vista la sua fama, lo processò ufficialmente e fu condannato all’ergastolo, commutato poi, su pressione di Amnesty International, in otto anni d’esilio.

Quindi, nel 1977 lasciò il Cile per andare in aereo in Svezia, dove avrebbe dovuto insegnare lo spagnolo, ma al primo scalo, a Buenos Aires, Sepulveda scappò con l’intenzione di recarsi in Uruguay, ma si stabilì poi a Quito, in Ecuador, dove riprese a fare teatro.

Dopo il 1978, iniziò a lavorare come giornalista e l’anno successivo si trasferì in Europa, stabilendosi ad Amburgo per la sua ammirazione nei confronti della letteratura tedesca e lavorò, anche qui, come giornalista. Quindi visse in Francia per un lungo periodo e prese la cittadinanza francese.

Dal 1982, primo incontro con l’organizzazione ecologista Greenpeace, lavorò come membro di equipaggio su una delle loro navi e come coordinatore tra i vari settori dell’organizzazione.

Stabilitosi infine in Spagna dal 1996, vi rimarrà fino alla morte.

Mentre nel mondo iniziava a diffondersi il nuovo Coronavirus Covid-19, lo scrittore, conosciuto in tutto il mondo e apprezzato tantissimo dal pubblico italiano per le sue innumerevoli storie, una tra tutte e più conosciute “Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare“, Luis Sepùlveda agli inizi di febbraio 2020 contrare il SARS-CoV-2.
Sul finire del mese di febbraio avverte i primi sintomi di COVID-19 e il 27 febbraio viene ricoverato al Central University Hospital of Asturias di Oviedo, dove infine muore il 16 aprile, all’età di 70 anni.

Questa è la prima volta che mi affaccio sulla vita di questo scrittore, che ho sempre considerato solo uno scrittore, ignaro del suo vissuto e della sua azione politica e di quanto abbia poi subito a causa delle sue scelte.
Per me rimarrà sempre lo scrittore della mia infanzia, che con il suo libro e la trasposizione in film d’animazione de La Gabbianella e il Gatto, ha senz’altro segnato la mia vita di lettore.

Buon riposo, Luis.

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