Addio a Akira Matsumoto, padre del Capitan Harlock.

Addio a Akira Matsumoto
padre del Capitan Harlock

Akira Matsumoto è nato a Kurume il 25 gennaio 1938.

Come è tradizione per i giapponesi, poco si sa della sua vita privata, ma proviamo a ricostruire la sua carriera.

Sul finire della Seconda Guerra Mondiale, all’età di 7 anni, riceve in regalo un proiettore da 35mm e saranno proprio gli eventi della guerra e la passione per i cartoni animati americani a mescolarsi in lui per dar vita alla sua produzione ispirando luoghi lontani e mondi futuri con protagonisti che lottano contro i vizi dell’umanità. Nel 2015 infatti dichiara che “gli esseri umani dovrebbero sforzarsi di proteggere ogni essere vivente e la natura sul nostro pianeta“.

Sviluppa precocemente la sua passione per il disegno e a soli 15 anni vince un concorso che gli permette così di arrivare alla pubblicazione del suo primo lavoro, nel 1954, intitolato “Le avventure di un’ape” (Mitsubachi no bōken).

Sposta il suo campo d’azione sul genere shōjo, pubblicando su riviste prettamente femminili, per poi passare a storie più per ragazzi, specializzandosi in serie di fantascienza e la sua prima opera è del 1968, intitolata “Sexaroid“.

Matsumoto sceglie il suo pseudonimo giocando con i kanji e i suoi significati per ottenere “Reiji“, ossia Samurai di mezzanotte, ma sono stati spesso traslitterati in modo errato in “Leiji“, anziché Reiji, proprio per volontà dello stesso Matsumoto, perché in inglese la lettera “L” rimandava alla parola Lion (leone).

Tra le sue opere ricordiamo la commedia “Io sono un uomo” (Otoko Oidon), cui protagonista era un giovane alle prese con gli esami di ammissione all’università. Poi il western “Gun Frontier” che convoglierà poi nella saga che lo ha reso celebre, “Capitan Harlock”.
Ma ricordiamo anche “Galaxy Express 999“, “Starzinger“, “Danguard A“, “Queen Emeraldas“, “La Regina dei Mille Anni“.
Celebre tra tutti è stato proprio “Capitan Harlock” raccontato in quattro distinte serie.

Matsumoto ha spesso intrecciato le sue storie tra loro, sviluppando in ognuna tematiche e mescolando personaggi ed avvenimenti ricorrenti. E quasi tutte sono poi state proposte come anime su schermo, tant’è che a partire dagli anni ’70 è lui stesso a occuparsi dell’animazione e della regia sia dei serial televisivi che delle trasposizioni in lungometraggio per il cinema.

Matsumoto ha anche avuto esperienza con i musical, producendo un “anime-musical“, “Interstella 5555” con la colonna sonora dei Daft Punk e la band francese ha usato alcune clip per il lancio del proprio album.

La passione di Matsumoto per il disegno non si ferma come autore, ma anche come lettore ed è uno dei collezionisti più importanti al mondo, nonché autore di un saggio sulla storia dei manga.

Nel 2010 riceve dal governo giapponese l’ “Ordine del Sole Nascente“, cavalierato di IV classe.
Nel 2012, all’ambasciata giapponese in Francia, riceve l’ “Ordre des Arts et des Lettres“.
Nel 2013, per i suoi 60 anni di carriera, a Tokyo, presso l’ambasciata cubana, riceve un diploma commemorativo.

Leiji Matsumoto è morto il 13 febbraio 2023 per insufficienza cardiaca acuta, in ospedale a Tokyo, all’età di 85 anni.

Addio, Samurai di mezzanotte.

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Pubblicato da Re_Censo

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